Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-nocerino DOP
Descrizione del prodotto
Il pomodoro San Marzano è
conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue
caratteristiche, che vengono esaltate dalla trasformazione
in “pelato”. La presenza di una serie di fattori
concomitanti quali: il clima mediterraneo e il suolo
estremamente fertile e di ottima struttura, l’abilità e
l’esperienza acquisita dagli agricoltori dell’area di
produzione nel corso dei decenni, ha contribuito al suo
successo nel mondo, coronato, nel 1996, dal riconoscimento
dell’Unione Europea come D.O.P.
Le caratteristiche intrinseche che hanno esaltato il
prodotto, favorendone così la sua conoscenza e il suo
consumo sono: sapore tipicamente agrodolce, forma allungata
della bacca con depressioni longitudinali parallele, colore
rosso vivo, scarsa presenza di semi e di fibre placentari,
buccia di colore rosso vivo e di facile pelabilità. Queste,
insieme alle caratteristiche chimico-fisiche, lo rendono
inconfondibile, sia allo stato fresco che trasformato.
La denominazione di origine protetta designa esclusivamente
il prodotto “pelato” (alla UE è in istruttoria la proposta
del Consorzio di tutela di ammettere nel disciplinare, oltre
al “pelato intero” anche la tipologia “pelato a filetti”),
proveniente dalla lavorazione dei frutti appartenenti all’ecotipo
San Marzano o a linee migliorate di esso. Il prodotto
immesso al consumo deve presentare caratteristiche
tecnologiche ben precise: colore rosso uniforme con rapporto
colorimetrico a/b non inferiore a 2,2; forma allungata e
parallelepipeda, con lunghezza da 60 a 80 millimetri;
assenza di sapori e odori estranei; peso dello sgocciolato
non inferiore al 65% del peso netto; residuo rifrattometrico
non inferiore al 4%; pH tra 4,2 e 4,5. E’ consentita
l’aggiunta di sale (max 3% del p.n.), foglie di basilico,
succo di pomodoro semiconcentrato (ma esclusivamente di S.
Marzano).
La tecnica colturale del prodotto fresco prevede
l’allevamento di tipo verticale delle piante con l’uso di
sostegni, rispettando così la tradizione secolare, anche se,
per l’elevato numero di ore di manodopera richieste, tale
tecnica incide fortemente sui costi di produzione.
Storia
Il pomodoro, come è noto, è
originario dell'America Centrale. In Europa è giunto nel
'600, inizialmente nella sola Spagna, dove gli fu dato un
mero valore ornamentale. Il valore alimentare di questa
coltura fu scoperto solo successivamente, secondo alcuni non
prima del XVIII secolo, quando venne diffuso nei diversi
paesi del Mediterraneo.
Secondo alcune testimonianze della tradizione orale si dice
che il primo seme di pomodoro sia giunto in Italia intorno
al 1770, come dono del Regno del Perù al Regno di Napoli e
che sarebbe stato piantato proprio nella zona che
corrisponde al comune di San Marzano. Da ciò quindi
deriverebbe l'origine di questo famoso pomodoro, che nel
tempo,con varie azioni di selezione, ha acquisito le
caratteristiche dell'ecotipo attuale. Secondo altre
testimonianze però, solo nel 1902 si ha la prova certa della
presenza, tra Nocera, S. Marzano e Sarno, del famoso
ecotipo.
Delizia dei buongustai, profumo delle domeniche e delle
feste comandate, scandite dal rosso sugo che copriva il
bianco della pasta di Gragnano e di Torre Annunziata, il San
Marzano assunse grande apprezzamento dal punto di vista
gastronomico verso l’inizio del ‘900, quando sorsero le
prime industrie di conservazione, ad opera di Francesco
Cirio, che producevano il famoso “pelato” da salsa.
In un recente passato il S. Marzano era detto anche “oro
rosso” per il valore economico che era riuscito ad assumere
per gli agricoltori dell'agro sarnese-nocerino.
Negli anni Ottanta la coltura ha subito una drastica
riduzione, sia in termini di superfici che di produzione,
per motivi fitosanitari ma anche economici (con riferimento
soprattutto all’onerosa tecnica colturale), ma l'azione di
recupero, di conservazione delle linee genetiche pure e di
miglioramento avviata dalla Regione Campania e oggi
consolidata dal Consorzio di tutela, ne ha consentito la
salvaguardia e il suo rilancio su base internazionale.
Infatti, il pomodoro S. Marzano DOP sta assistendo ad una
nuova stagione di rinascita e oggi viene richiesto non solo
in Europa e in America, ma anche in altri continenti, dove
va espandendosi grazie anche al crescente successo della
“dieta mediterranea”.
Area di produzione
Il “Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino” DOP si coltiva nell'Agro Sarnese-nocerino, in provincia di Salerno, nell'Acerrano-nolano e nell’area Pompeiana-stabiese, in provincia di Napoli e nel Montorese, in provincia di Avellino, per un totale di 41 comuni (alcuni solo parzialmente).
Dati economici e produttivi
L'area di potenziale
coltivazione del San Marzano si estende su oltre 16.000
ettari, anche se il prodotto destinato alla DOP, nel 2004,
ha riguardato un totale di 102 ettari impegnando 228 aziende
agricole, con una produzione di fresco di oltre 61.000
quintali destinati alla trasformazione in pelato. Nello
stesso anno è stata certificata una produzione trasformata
pari a 39.100 quintali di pelati (per un totale di oltre
6.170.000 pezzi), realizzata da 12 conservifici ubicati
nell’area DOP.
L'industria dei "pelati" è sempre stata vanto della Campania
grazie alla notevole presenza, soprattutto nel territorio
dell'Agro Sarnese-Nocerino, del pomodoro tipico locale che,
una volta trasformato dalle numerose industrie sorte
nell'ambito del bacino di origine del "S. Marzano", veniva
commercializzato sul territorio nazionale ed esportato in
numerosi paesi dell'Europa e delle Americhe fin dall'inizio
del novecento. Ancora venti anni fa la Campania produceva un
quarto del pomodoro da industria ora, invece, partecipa con
appena il 5% al comparto nazionale.
Registrazione
La Denominazione di Origine
Protetta (D.O.P.) “Pomodoro San Marzano dell’Agro
Sarnese-Nocerino” è stata riconosciuta, ai sensi del Reg. CE
n. 2081/92, con
Regolamento
(CE) n. 1236/96
(pubblicato sulla GUCE n. L 163/96 del 2 luglio 1996).
Con Decreto del 6 agosto 2004 (pubblicato sulla G.U. n. 199
del 25 agosto 2004), il MiPAF ha accordato la protezione
transitoria nazionale alla modifica del
Disciplinare
di produzione,
richiesta dal Consorzio di tutela in ordine alla disciplina
produttiva e all’ampliamento della zona di produzione e al
logotipo. Su tale richiesta si è in attesa di riconoscimento
da parte della UE.
Organismo di controllo
L'organismo di certificazione autorizzato è l'Is.Me.Cert. (Istituto Mediterraneo per la Certificazione dei prodotti e dei processi nel settore agroalimentare), Centro Direzionale Is.G/1 - 80143 Napoli tel 081/7879789 fax 081/6040176.
Consorzio di tutela
Il “Consorzio per la Tutela del Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino” è stato riconosciuto dal MIPAF con DM 4 dicembre 2003 (pubblicato sulla G.U. 293 del 18.12.2003) in base all’art. 14 della legge 526/99 per la tutela, vigilanza e valorizzazione del prodotto. ll Consorzio aderisce all'Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG). La sede del Consorzio è in via Piave, n. 120 - 84083, Castel San Giorgio (SA), tel. 081/5161819 Fax 081/5162610.