Olio extravergine di oliva Colline Beneventane
Descrizione del prodotto
L'olio extravergine di oliva
"Colline Beneventane", al consumo, si presenta di colore
giallo, con intense sfumature verdi, da giovane. All'olfatto
rivela piacevoli note erbacee, con netti sentori di pomodoro
maturo, percepibili distintamente anche al gusto;
all'assaggio è sempre armonico, con gradevoli e, talora,
intense sensazioni di amaro e piccante, in armonia con
l'elevata percentuale in polifenoli, sempre maggiori di 150
mg/kg. L'acidità non può superare il valore di 0,50% e il
punteggio al panel test non deve essere inferiore a 7.
Il pregio dell'olio Colline Beneventane è da attribuirsi in
gran parte alla perfetta armonia, consolidatasi nei secoli,
tra l'ambiente e le varietà locali, prime tra tutte l'Ortice.
Infatti il Disciplinare di produzione in via di approvazione
ammette alla produzione della DOP solo oliveti in cui l'Ortice
è presente per non meno del 60 % (percentuale che si eleva
al 70 % nel caso dei nuovi impianti); possono, inoltre,
essere utilizzate le varietà Frantoio, Leccino, Racioppella,
Ortolana e Moraiolo fino al 30% e altre varietà presenti
nella zona per il rimanente 10%.
Solo il rispetto delle regole fissate dal Disciplinare
consente all'olio di manifestare a pieno le caratteristiche
di tipicità.
Le olive devono essere raccolte, a mano o con mezzi
meccanici, entro il 31 dicembre di ogni anno, trasportate in
modo idoneo al frantoio per evitare danni e conservate in
condizioni di bassa umidità relativa e di basse temperature.
A tale scopo le olive vanno conservate in cassette forate
dalla capacità massima di 25 kg e molite entro i 2 giorni
dalla raccolta.
La produzione di olive per pianta non può eccedere i 40 kg,
quella ad ettaro le 10 t; la resa al frantoio non può
superare il 23%.
Per l'estrazione dell'olio sono ammessi soltanto processi
meccanici e fisici che preservino il più fedelmente le
caratteristiche del frutto.
Storia
In Campania l'introduzione
della coltivazione dell'olivo risale ai greci ed ai fenici
che diffusero l'uso dell'olio come alimento, ma anche come
componente di unguenti e profumi, in tutti i territori
colonizzati. I romani, poi, estesero la coltivazione
dell'olivo in tutta la regione e, in grande misura, in
provincia di Benevento. "Iuvat olea magnum vestire Taburnum
(conviene rivestire di oliveti il grande Taburno)" sosteneva
Virgilio nelle Georgiche; e l'olivo, già presente nel Sannio
al VI sec a.C., si estese rapidamente in tutte le aree a
vocazione olivicola, come è ampiamente documentato dai
numerosi reperti conservati nei vari musei provinciali.
La tradizionalità della coltura e i suoi pregi, certificati
dai numerosi premi ottenuti in questi anni, stanno per
essere riconosciuti con il conferimento della DOP all'olio
extravergine di oliva Colline Beneventane.
Area di produzione
Il territorio delle Colline Beneventane, che comprende 52 comuni, si estende dalle Colline alte del Tammaro e del Fortore, attraverso la Piana del Calore, fino ai primi contrafforti del Taburno e del Partenio.Le operazioni di oleificazione devono avvenire nell'interno della zona di produzione delle olive.