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La Chiesa di San Benedetto

L’ex Abbazia di S. Benedetto fu costruita nella zona ad oriente di Salerno detta “Orto magno” e fondata orientativamente tra la fine del VII e la prima metà del IX secolo. Le sue origini sono quasi completamente sconosciute, sappiamo però che, distrutto nell’ 884 dai Saraceni, il monastero fu ricostruito dall’abate Angelario ed in poco tempo raggiunse una certa importanza. Nel 1058 l’Arcivescovo di Salerno, Alfano I, fece ingrandire e ricostruire la chiesa rendendola maestosa ed in seguito, Papa Gregorio VII, la consacrò. Pare che la chiesa di San Benedetto, per la presenza operosa dei monaci nel campo della medicina, sia da collegare alla nascita e alla vita stessa della “Scuola Medica Salernitana”. La facciata presenta un pronao a tre archi su colonne di spoglio e, a sinistra, i resti dell’antico campanile. L’interno, che tanto imita i modelli romani a pianta basilicale, è composto da tre navate. Quelle laterali, insolitamente in comunicazione con l’abside, erano divise da quella centrale attraverso due file di colonne o di pilastri uniti tra loro da arcate a tutto sesto. Al di sopra si estende una serie di monofore attraversate da un grande arco, prova del tentativo di ampliare la chiesa e di renderla a croce latina orientata verso est, l’opera peròrimase incompiuta ed al posto delle colonne furono       costruiti dei pilastri. Del XVIII secolo, poi, possiamo ancora vedere, una cappella barocca, coperta a cupola e terminante con un lanternino. L’ingresso alla chiesa era preceduto da un quadriportico, distrutto, però, a causa della costruzione di “Via San Benedetto”, possiamo scorgerne, comunque, ancora la parte meridionale che attualmente funge da ingresso per il “Museo Provinciale Archeologico di Salerno”.Nel 1857 la chiesa divenne parrocchia del SS Crocifisso in onore della statua lignea ivi custodita, di epoca medioevale, collegata alla leggenda del mago Barliario. Per la storia del convento bisogna precisare che nel 1581 la Chiesa di San Benedetto fu affidata ai padri Olivetani. Con l’arrivo dei francesi, il convento cominciò a subire una perdita dei suoi beni che furono espropriati dallo stato, in seguito nel 1807 il convento stesso fu soppresso e nel 1811 la chiesa fu data al comune di Salerno per essere usata come pubblico teatro. Nacque così il“Real Teatro S.Gioacchino”rinominato dopo “Real Teatro di S. Matteo” fino al 1845, anno in cui l’edificio ritornò all’autorità ecclesiastica. Nel 1868 il convento divenne distretto militare. Dal 1963 la chiesa è in possesso della Curia Arcivescovile e con le sue linee architettoniche essenziali continua ad affascinare i suoi visitatori.

 

 

 

 

 

 

 


                    

Realizzato dall' alunno Gaetano Bisogno

in collaborazione con Aniello Iovino

del Liceo Scientifico Statale "Giovanni da Procida" di Salerno

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