|
Circa
le origini della città, fra tante ipotesi, si pensa che Salernum risulti
dall’ unione di Salum che vuol dire mare,e Lirnum,nome antico del fiume
Irno,oppure che Salernum
derivi da Silarus (fiume Sele). Da alcuni studi si evince che
Salernum fu fondata da Sem,pronipote di Noè,
o da Elerna regina,figlia di Noè; da altri sembra che fosse la
città di Aminna e che questa avesse anche uno sbocco a mare,a destra
della foce del fiume Irno. Questo borgo marinaro doveva trovarsi
pressappoco nelle vicinanze dell’attuale
Piazza della Concordia. Via via,la città crebbe,le mura
si allargarono,si fecero più robuste man mano che
i nemici,temendo la sua crescente potenza,diventavano più numerosi
e più agguerriti. Sorsero,così,numerosi e magnifici
monumenti,templi,strade,piazze e perfino un Foro ed un Circo. Il Foro
occupava il pianoro di quella collinetta ove attualmente è ubicata
la Piazza
Abate
Conforti con
tutti i circostanti edifici;tra le molte opere che vi erano presenti,vi
era anche un arco di trionfo eretto in onore della famiglia Flavia. Verso
il III secolo venne promulgato l’editto di Costantino,così i templi
pagani si trasformarono in basiliche della religione cristiana.Sempre in
questo secolo vi fu una alluvione che,probabilmente,fu anche più
terribile di quella del 1954;questa distrusse quasi tutta la città,
ricoprendo di fango la zona compresa fra Portanova e
la Stazione
Ferroviaria.
In tutta
l’Era Cristiana il buio sulla storia di Salerno è enorme,fino al
560 in
cui vi fu un
dominio bizantino che,durò solo sei anni,infatti,dopo cominciò
l’inizio del nostro principato sotto il dominio longobardo.Si narra che
nel 640,mentre Salerno era assediata dai Longobardi,il vescovo Gaudioso
convinse i suoi concittadini a non opporsi più al nemico,onde evitare che
le ricchezze della città venissero distrutte.Il consiglio fu accettato e
Salerno ottenne una pace molto onorevole.Il più importante signore
longobardo fu sicuramente Arechi II,che si insignì del titolo di principe
nel 762, il cui regno ebbe la
durata di ben 29 anni e sei mesi in quanto
morì il 7 settembre del 787. La costruzione principale
di
Arechi fu quella della Reggia,detta appunto “Palazzo di Arechi”,che
risultò grandiosa nella mole e nello splendore originario. Il Principe
voleva allargare i suoi domini,infatti,giustificando la sua azione col
pretesto di una subita ingiustizia da alcuni Salernitani ad opera di
Amalfitani,mosse un esercito contro questi,tra il 783 e il 785,e mise a
ferro e fuoco i dintorni della città.Ma intervennero i Napoletani con
forze maggiori,costringendo i Salernitani a togliere l’assedio ed a
ritirarsi.Intanto alcuni anni dopo Carlo Magno mosse a capo un grande
esercito contro Salerno;Arechi venuto a saperlo mandò dei sacerdoti di
Benevento per far desistere dall’attaccare Carlo,questi vi riuscirono e
fu firmata una pace umiliante per Salerno. Infatti Arechi dopo poco
sciolse il patto inviò dei messi a Costantinopoli,offrendosi come
vassallo di Costantino VI,chiedendogli in cambio il ducato Napoletano,il
titolo di Patrizio ed aiuto di armi da usare contro i Franchi,comuni
nemici.Ma tale ardito disegno non potè essere attuato perché Arechi morì
proprio in quei giorni.Gli altri principi furono:Grimoaldo I,Grimoaldo IV,Sicone
Spoletino,Sicardo,Radelchi,Siconolfo,Sicone,Ademario,
Guaiferio, Guaimario
I, Guaimario II, Gisolfo I, Pandolfo, Giovanni, Guaimario IV e Gisolfo II. Con
questo principe finisce il periodo longobardo e ne inizia uno ancora più
prospero,cioè quello Normanno.Nel 1047,comparve la leggendaria figura del
più grande normanno:Roberto il Guiscardo. Fu il primo principe normanno di
Salerno;era figlio di Tancredi;duca di Puglia,di Calabria e di
Sicilia;abile,forte,astuto,intelligente,generoso e terribile,nello stesso
tempo. Sin dal primo giorno che espugnò Salerno,fu prodigo con i
Salernitani,concedendo terre e titoli a tutti quelli che meritavano la sua
stima e fiducia;restaurò in tutto e per tutto la città. Roberto costruì
tra le grandi opere il Duomo,ispiratore e guida illuminata ne fu Alfano
I,arcivescovo di Salerno, così il principe Roberto d’Altavilla eresse,a
sue spese il magnifico e colossale Tempio dedicato a S. Matteo – Patrono
di Salerno – il cui corpo fu ivi custodito.La consacrazione avvenne in
forma solenne nel 1085,da parte del Pontefice Gregorio VII,in quel tempo
esule nella nostra città. Il Seicento a Salerno fu pieno di avvenimenti
tristi quali, oltre il terremoto, la peste micidiale,una terribile
carestia ed il brigantaggio che travagliava la vita della povera gente
locale. Passarono due secoli di incuria politica e di decadenza sociale
finchè si ebbe il risveglio durante il nostro Risorgimento con la venuta
di Garibaldi,infatti il 7 settembre alle ore 9.30,una folle delirante
accolse Garibaldi che in seguito scriveva “…desidererei rivedere la
cara e generosa popolazione salernitana,con tutto l’affetto.” La città
seguì poi la storia del nuovo Regno d’Italia. Durante la seconda guerra
mondiale Salerno svolse un ruolo importante, perché durante le operazioni
belliche nel 1944 fu sede del
governo provvisorio:proprio a seguito dello sbarco alleato (1943) lungo le
sue coste, la città fu obiettivo di operazioni militari che la
danneggiarono A Salerno
vi fu anche
la Svolta
di Salerno:
mutamento impresso alla
politica della Resistenza italiana da Palmiro Togliatti, al suo rientro in
Italia dall’esilio in Unione Sovietica nell’aprile 1944, quando
appunto il governo
Badoglio,
al seguito dell’avanzata delle truppe alleate, si era insediato nella
città campana. Togliatti dichiarò che il PCI rinunciava temporaneamente,
fino all’avvenuta liberazione di tutta l’Italia, alla pregiudiziale
repubblicana per favorire l’unione di tutte le forze antifasciste nella
guerra contro i nazifascisti, e propose che la questione istituzionale
venisse risolta con un referendum alla fine del conflitto. Benché
avversata dal Partito d’azione e dal Partito socialista, accesamente
repubblicani, la proposta, accettata dai Savoia e dagli Alleati, consentì
in giugno, alla liberazione di Roma, di sostituire il governo Badoglio con
un governo espressione dei partiti antifascisti guidato da Ivanoe Bonomi.
Nel 1954 Salerno fu colpita da una terribile alluvione che distrusse
alcuni paesi della costiera, nel 1980 fu colpita dal terremoto dell’Irpinia
del 1980 e più recentemente vi è stata l’alluvione di Sarno
collegabile a problemi di natura idrogeologica.

|