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| La Scuola Medica Salernitana |
Notevole importanza ha nella storia medioevale di Salerno, e forse della
stessa medicina in generale,
la Scuola Medica
Salernitana, prima nel proprio
campo a non legare l’astrologia alla medicina in sé. Le sue origini si
perdono tra storia e leggenda, è comunque certo che l’istituzione
medica salernitana abbia avuto un ruolo molto importante nella cultura
medioevale, di particolare splendore dal secolo XI al XIII.La sua
esistenza si riconduce ad alcuni monaci benedettini praticanti le cure
mediche greche e latine, stabilitisi nel Ducato di Benevento verso la fine
dell’VIII secolo. Secondo la leggenda furono quattro savi a fondare la
scuola: il latino Salernus, l’ebreo Helinus, l’arabo Adela ed il greco
Pontus.Questa leggenda nasce dal fatto che la scuola medica fondava su
queste quattro culture la propria conoscenza. Infatti, nel IX secolo,
Costantino l’ Africano, che non si limitò a tradurre numerosi testi dal
greco, dall’ebraico e dall’arabo, portò in Salerno L’alchimia,
scienza che protende più verso la filosofia che non verso l’occultismo
o la vera e propria scienza, dando inizio al periodo più fiorente per la
nostra città, tanto che Alfano I, Arcivescovo di Salerno dal 1055 al
1085, scrive:“Tum medicinali tantum florebat in arte, posset ut hic
nullus languor hobere locum”(“Allora Salerno era così fiorente
nell’arte medica, che nessuna malattia poteva in essa trovar posto”).
Più o meno in questo stesso periodo (1015 – 1085) la scuola fu “presa
a cuore” da Roberto il Guiscardo e dai suoi successori normanni e dagli
Imperatori svevi, portando così un titolo accademico riconosciuto in
tutti i principali Paesi europei. È da
notare che, insolito per quei tempi, un posto di rilievo era occupato da
una donna, quale Trotula, che sembra abbia scritto un trattato
d’ostetricia e ginecologia.Un attimo d’incertezza si ebbe nel 1189
quando, alla morte di Guglielmo II la città campana sostenne
esplicitamente l’elezione al trono del Regno di Sicilia di Tancredi
contro le pretese di Enrico VI di casa Sveva, che salito al trono dopo la
morte di Tancredi, punì la città a lui avversa.Solo con l’avvento di
Federico II, Salerno, potè riprendersi e continuare la sua intensa
attività culturale. Federico II, infatti, era un tenace salutista e
possedeva una forte passione per la medicina.Finanziò la traduzione di
alcuni testi greci in latino e dalla sua corte uscirono numerosi trattati
medici, difatti
la Scuola
è citata come organizzazione
istituzionalizzata per la prima volta nelle
costituzioni di Federico
II, pubblicate a Melfi nel
1231, in
cui si dichiarava:”in futuro
nessuno osi assumere il titolo di medico ed esercitare la professione
medica se non supera l’esame della scuola pubblica di medicina dei
maestri di Salerno e dispone di
attestati scritti di fiducia e di perizia rilasciati da detti
maestri…”La prerogativa regia del conferimento delle lauree decadde
solo nel 1442 quando Alfonso d’Aragona autorizzò la creazione del
Collegium doctorum, una struttura corporativa dei dottori di Salerno
corrispondente all’attuale Ordine dei Medici, con il diritto di
conferire lauree in medicina.La scuola continuò a distribuire diplomi
fino al 1811 quando, ormai divenuta sterile la ricerca scolastica,
Gioacchino Murat ne chiuse i battenti.Attualmente l’opera della Scuola
è documentata, attraverso una mostra fotografica, all’interno del
“Museo Didattico della Scuola Medica Salernitana”. In esso possiamo
trovare foto riguardanti oggetti, ferri e attrezzature mediche che
risalgono ai secoli XI – XII e XIII, ed inoltre sono anche presenti
numerose miniature (mostrate all’interno di pannelli luminosi) che
mettono in luce dottrine e metodi utilizzati all’interno della Scuola o
ricavate da alcuni manoscritti non salernitani.
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