La Scuola Adotta un Monumento


I monumenti
 

La storia
Chiesa di S. Benedetto
Museo Archeologico Provinciale

Duomo

Pinacoteca

Giardini della   Minerva

Teatro Verdi

Villa Comunale

Museo Diocesiano

Castello Arechi

Scuola Medica Salernitana

Complesso di Santa Sofia

 
 

La cultura
  Masuccio Salernitano
Alfonso Gatto
Risveglio culturale degli anni   60 – 70
Edoardo Sanguineti
 
Curiosità
  Pillole di salute
Legenda del Mago Barliario
Fiera del Crocifisso
Festa di S. Matteo
Piatti tipici salernitani
 
 
La Scuola Medica Salernitana

Notevole importanza ha nella storia medioevale di Salerno, e forse della stessa medicina in generale, la Scuola Medica Salernitana, prima nel proprio campo a non legare l’astrologia alla medicina in sé. Le sue origini si perdono tra storia e leggenda, è comunque certo che l’istituzione medica salernitana abbia avuto un ruolo molto importante nella cultura medioevale, di particolare splendore dal secolo XI al XIII.La sua esistenza si riconduce ad alcuni monaci benedettini praticanti le cure mediche greche e latine, stabilitisi nel Ducato di Benevento verso la fine dell’VIII secolo. Secondo la leggenda furono quattro savi a fondare la scuola: il latino Salernus, l’ebreo Helinus, l’arabo Adela ed il greco Pontus.Questa leggenda nasce dal fatto che la scuola medica fondava su queste quattro culture la propria conoscenza. Infatti, nel IX secolo, Costantino l’ Africano, che non si limitò a tradurre numerosi testi dal greco, dall’ebraico e dall’arabo, portò in Salerno L’alchimia, scienza che protende più verso la filosofia che non verso l’occultismo o la vera e propria scienza, dando inizio al periodo più fiorente per la nostra città, tanto che Alfano I, Arcivescovo di Salerno dal 1055 al 1085, scrive:“Tum medicinali tantum florebat in arte, posset ut hic nullus languor hobere locum”(“Allora Salerno era così fiorente nell’arte medica, che nessuna malattia poteva in essa trovar posto”). Più o meno in questo stesso periodo (1015 – 1085) la scuola fu “presa a cuore” da Roberto il Guiscardo e dai suoi successori normanni e dagli Imperatori svevi, portando così un titolo accademico riconosciuto in tutti i principali Paesi europei. È  da notare che, insolito per quei tempi, un posto di rilievo era occupato da una donna, quale Trotula, che sembra abbia scritto un trattato d’ostetricia e ginecologia.Un attimo d’incertezza si ebbe nel 1189 quando, alla morte di Guglielmo II la città campana sostenne esplicitamente l’elezione al trono del Regno di Sicilia di Tancredi contro le pretese di Enrico VI di casa Sveva, che salito al trono dopo la morte di Tancredi, punì la città a lui avversa.Solo con l’avvento di Federico II, Salerno, potè riprendersi e continuare la sua intensa attività culturale. Federico II, infatti, era un tenace salutista e possedeva una forte passione per la medicina.Finanziò la traduzione di alcuni testi greci in latino e dalla sua corte uscirono numerosi trattati medici, difatti la Scuola è citata come organizzazione istituzionalizzata per la prima volta nelle           costituzioni di    Federico II, pubblicate a Melfi nel 1231, in cui si dichiarava:”in futuro nessuno osi assumere il titolo di medico ed esercitare la professione medica se non supera l’esame della scuola pubblica di medicina dei maestri di Salerno e dispone  di attestati scritti di fiducia e di perizia rilasciati da detti maestri…”La prerogativa regia del conferimento delle lauree decadde solo nel 1442 quando Alfonso d’Aragona autorizzò la creazione del Collegium doctorum, una struttura corporativa dei dottori di Salerno corrispondente all’attuale Ordine dei Medici, con il diritto di conferire lauree in medicina.La scuola continuò a distribuire diplomi fino al 1811 quando, ormai divenuta sterile la ricerca scolastica, Gioacchino Murat ne chiuse i battenti.Attualmente l’opera della Scuola è documentata, attraverso una mostra fotografica, all’interno del “Museo Didattico della Scuola Medica Salernitana”. In esso possiamo trovare foto riguardanti oggetti, ferri e attrezzature mediche che risalgono ai secoli XI – XII e XIII, ed inoltre sono anche presenti numerose miniature (mostrate all’interno di pannelli luminosi) che mettono in luce dottrine e metodi utilizzati all’interno della Scuola o ricavate da alcuni manoscritti non salernitani.       

 

 

 


Realizzato dall' alunno Gaetano Bisogno

in collaborazione con Aniello Iovino

del Liceo Scientifico Statale "Giovanni da Procida" di Salerno

Via De Falco, 2 - 84126 Salerno - Italy

Telefax 0039089236665

Email: info@liceodaprocida.it