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Alfonso Gatto 

Nacque a Salerno il 17 luglio 1909 da Giuseppe e da Erminia Albirosa, da un’antica famiglia di piccoli armatori e marinai tra Reggio e Messina quella paterna, borbonica illuminata quella materna, di proprietari terrieri originari di Polla, dediti alle lettere e agli studi giuridici. Il padre è funzionario dell’amministrazione provinciale salernitana, la madre provvede alla numerosa famiglia ( otto tra fratelli e sorelle ), precocemente segnata dalla morte del piccolo Gerardo. Qui ha trascorso gli anni dell'infanzia e quelli della giovinezza e qui ha compiuto i primi studi, frequentando con lode il Liceo “Torquato Tasso”.Nel 1926 si iscrive all’Università di Napoli, prima a Giurisprudenza, poi a Lettere. Abbandona i corsi senza conseguire la laurea ed inizia, poco più che ventenne, il suo ininterrotto peregrinare per l'Italia portandosi dietro la sua naturale inquietudine e le aspirazioni, i sogni, le speranze e le sofferenze propri dell'intellettuale meridionale povero. Questo periodo della vita di Gatto, (la fanciullezza, i luoghi nativi, la terra meridionale) ritornerà sempre come struggente nostalgia, nella memoria del poeta. Per vivere egli fa tutti i mestieri, commesso di libreria, correttore di bozze, istitutore di collegio, assaporando spesso il pane amaro della disoccupazione. Subisce il fascino intellettuale dello zio scultore Saverio Gatto ed entra in rapporti con Edoardo Persico.Si reca a Milano, la sua città di elezione, dove vivrà a lungo ininterrottamente.
a appena 23 anni e la sua attività letteraria che già è notevole, con la pubblicazione del suo primo libro di veri e prose liriche Isola nel 1932, da questo momento non avrà più soste: essa si amplia, si estende a giornali e riviste d'arte e d'architettura, si intensifica in forme diverse, spaziando dalla poesia alla nota critica, al racconto, al saggio.Nel
1939 a Firenze fonda e dirige, assieme a Pratolini, la rivista quindicinale Campo di Marte, estende la sua collaborazione a Letteratura e a Tempo e ottiene, per merito, nel 1941, una cattedra al Liceo artistico di Bologna che assicurandogli uno stipendio mensile fisso, se pure modesto, varrà ad alleviare un poco le ristrettezze economiche nelle quali si troverà sempre a dibattersi.Intanto la guerra che ha messo a nudo tutte le miserie, le deficienze, le incapacità della classe dirigente ed ha procurato tanti lutti e tanti dolori al popolo, tante distruzioni al paese, fa precipitare gli eventi verso la catastrofe. Nel luglio del '43 crolla il fascismo e nel mese di settembre già divampa la guerra partigiana che sarà combattuta per venti lunghi mesi con asprezza inusitata tra fascisti ed antifascisti, tra italiani e tedeschi. Gatto che era stato già incarcerato per antifascismo, partecipa attivamente alla Resistenza e scrive alcune delle sue liriche più belle su quel periodo tormentato, diventando dopo la liberazione uno degli intellettuali più impegnati nella lotta per il rinnovamento della cultura da realizzare nel più vasto quadro del rinnovamento della coscienza morale e civile della società e delle riforme delle strutture economiche del paese. In questi anni diviene direttore di Settimana, condirettore di Milano Sera, inviato speciale de L'Unità, collaboratore di altri giornali e riviste di sinistra.
La sua produzione poetica si intensifica: vedono la luce Amore della vita nel 1944, La spiaggia dei poveri nello stesso anno, Il Capo sulla neve, che raccoglie le poesie sulla Resistenza, nel 1948, Nuove poesie 1941-1949, riunite in volume, nel 1950. Poi ancora La forza degli occhi nel 1954, La madre e la morte, un volumetto fuori commercio, nel 1959, Osteria flegrea viene pubblicata nel 1962 e, nel successivo
1963, in un'edizione rinnovata e accresciuta, vengono ristampate le prose poetiche de La sposa bambina ed esce per la  "Nuova Accademia" Il vaporetto, una raccolta di poesie, fiabe, ballate per "bambini di ogni età", corredata di un disco microsolco con la voce del poeta. Alfonso Gatto ha ricevuto numerosi premi letterari, oltre al premio Savini del 1939 che segnalava la sua importanza ad un più vasto pubblico di lettori, nel 1948 gli veniva assegnato il "Premio Saint Vincent", nel 1954 il "Premio Marzotto", nel '56 il "Premio Bagutta", nel '60 il "Premio Rustichello da Pisa", nel '62 il "Premio Isola d'Elba e il "Premio Napoli". E' da rilevare ancora l'interesse di Gatto per le arti figurative, che egli ha dimostrato sia dipingendo, sia scrivendo di pittori e scultori come Rossi, Guidi, Carrà, Soldati, Del Bon, Broggini ed altri.Nel 1961, con Poesie, Gatto comincia ad organizzare per Mondadori il suo "piano dell'opera". Seguono in ordine di pubblicazione, Osteria flegrea (1962), La storia delle vittime (1966), Rime di viaggio per la terra dipinta (1969) e Poesie d'amore (1973). La morte troverà Alfonso Gatto l'8 marzo 1976, in un incidente stradale ad Orbetello. Stava lavorando ad una nuova raccolta , Desinenze, che uscirà postuma giusto un anno dopo il suo decesso. 

 

 

 


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