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anno scolastico 2005/2006 |
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TECH scoperte, invenzioni, sviluppo delle scienze e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione |
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QUINTA D |
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Biometria: l'era dell'identità digitale Una scienza nuova che può risolvere molti problemi
Le nostre impronte digitali, l’iride, la forma del viso, il nostro odore, saranno presto contenuti in un minuscolo chip in grado di dire, e garantire, chi siamo. E per farci accedere in aree protette, o superare rigidi controlli, anche soltanto con uno sguardo... Tutto questo riguarda la biometria, disciplina che studia come rivoluzionare la nostra vita pubblica. E privata. Ne parla diffusamente l'ultimo numero del mensile Newton, che offre un'ampia trattazione delle nuove tecniche di identificazione. Non si tratta di fantascienza
ma di scienza già disponibile nella vita reale. Qualche esempio?
All’aeroporto londinese di Heathrow i viaggiatori assidui evitano le
code ai controlli
di frontiera grazie ad un apparecchio che attraverso il riconoscimento
dell’iride identifica le persone senza possibilità d’errore. Lungo la
frontiera tra Israele e Gaza ogni giorno migliaia di pendolari varcano i
controlli di sicurezza. Molti di questi sono in possesso di una carta
elettronica che contiene al suo interno i dati caratteristici del volto
e della geometria della mano. In apposite cabine i titolari di questi
speciali documenti mostrano la tessera e lasciano che telecamere e
sensori rilevino le caratteristiche del proprio corpo. Il sistema,
confrontando i dati sulla carta e quelli presi dal vivo, accerta
definitivamente che chi mostra il documento ne sia il reale
proprietario. E non c'è solo la biometria «fisica», c'è anche quella comportamentale, che prende in esame altri aspetti, come per esempio la grafia, la voce, l’andatura. Questi ultimi metodi sono più soggetti a errore, in quanto le caratteristiche comportamentali di un essere umano non sono misurabili in maniera univoca, ma sono facilmente soggette a variazioni nel tempo e a modificazioni di stato. La biometria può semplificarci la vita, eliminando le code e aiutandoci a proteggere meglio i nostri beni e la nostra stessa identità. E può diventare una potente arma contro problemi in crescita esponenziale come il furto di identità. Ma dovrà anche affrontare il problema della privacy e dell'accessibilità dei nostri dati biologici. (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/03_Marzo/07/biometria.shtml del 07 marzo 2006) TUTOR: prof. Marcello Maresca ALUNNI CLASSE V D Giuseppe Marino Francesco Mitidieri Michele Veneziano Il commento Biometria: L’identità del futuro È in arrivo una nuova tecnologia che ci permetterà di migliorare visibilmente la qualità della nostra vita. O forse sarebbe meglio dire che è già arrivata. Si tratta di nuove tecniche di identificazione digitale in grado di accertare che il documento mostrato appartenga al suo legittimo proprietario. Tutti i nostri dati, tutti quei particolari che ci rendono unici (impronte digitali, forma del viso, iride…), saranno contenuti in un minuscolo chip che servirà a garantire la sicurezza della nostra identità. Tecniche del genere erano, in effetti, già in uso, basti pensare al controllo della grafia, o anche a quello della voce. Solo che, mentre queste ultime sono soggette a variazioni nel tempo e pertanto non sempre risultano completamente affidabili, con l’avvento dell’identità digitale i controlli saranno sempre più e precisi. A livello pratico, tutto questo ci risparmierà le lunghe code ai controlli di frontiera (come già avviene lungo il confine tra Israele e Gaza), ma ci permetterà anche di combattere gli ormai crescenti problemi di furti d’identità, senza mai tralasciare l’inviolabile diritto di ciascun individuo alla propria privacy. Ciò che a noi sembra così all’avanguardia, probabilmente non è poi una scoperta tanto nuova. L’utilizzo di queste tecniche sarà già stato ampiamente sfruttato dalle grandi organizzazioni mondiali e il fatto che ora si estenda a tutti noi è sicuramente positivo. Ci si augura che tutto ciò non serva soltanto a tenere sotto controllo le persone e a limitarne la libertà, ma che procuri un reale beneficio alla società. Monica Torlino |
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