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MADE IN ITALY
ANCHE PER GLI INDUMENTI “INTELLIGENTI”
L'Italia coordina
un progetto europeo di ricerca che intende realizzare tessuti che
inglobano sensori in grado di monitorare lo stato fisico di chi li
indossa per fronteggiare situazioni critiche. Questa volta non sarà
l'alta moda o il pret-à-porter ad essere made in Italy, ma
l'abbigliamento ad alta tecnologia. Ha preso, infatti, il via in
Svizzera, a Lucerna, sotto il coordinamento del "Centro S3"
dell’Istituto nazionale per la fisica della materia (Infm) del Cnr,
il progetto europeo ProeTex dedicato allo sviluppo d’indumenti
intelligenti per il personale che lavora in situazioni d’emergenza o
di calamità. Gli abiti saranno in grado di aiutare gli operatori di
soccorso durante le loro missioni: potranno monitorare il loro stato
di salute e di affaticamento attraverso la registrazione di molti
parametri fisiologici come il battito cardiaco, il ritmo della
respirazione, la postura, ma anche la composizione di sudore e del
sangue per valutare il livello di stress e la disidratazione. Tutto
questo grazie a tecnologie innovative che permettono di integrare
componenti elettronici, antenne e sensori direttamente nei tessuti e
nelle fibre tessili.
Al progetto
prendono parte 23 partner europei; coordinatrice di ProeTex è
Annalisa Bonfiglio, giovane scienziata del Centro S3 di Modena e
docente dell'Università di Cagliari. ''I sistemi indossabili che
svilupperemo - spiega la ricercatrice - non si limitano a registrare
dati fisiologici, ma gli strati esterni dei tessuti saranno in grado
di monitorare anche le condizioni ambientali, ad esempio di rilevare
la presenza di gas tossici, la temperatura esterna, e di comunicare
continuamente con un centro ricevente che potrà seguire tutti gli
operatori in azione e intervenire in caso di pericolo". ProeTex, che
avrà una durata di quattro anni e un finanziamento di 12 milioni di
euro, è un progetto integrato nel quale confluiscono molte
tecnologie diverse, portate dai 23 partner che vi partecipano. Tra
questi vi sono sia centri di ricerca (come l'Università di Pisa),
sia industrie tessili e biomedicali (dalla Diadora-Invicta, alla
Philips Research che sviluppa tecnologie per la salute, e le
italiane Smartex e Milior), sia utenti finali come il centro di
ricerca della Protezione Civile italiana Eucentre e il corpo dei
pompieri di Parigi, che indosseranno e testeranno i capi sviluppati
da ProeTex. ''Il progetto - continua Annalisa Bonfiglio - è rivolto
a vigili del fuoco e operatori della protezione civile, ma i
risultati saranno applicabili in un futuro a campi più comuni come
lo sport o la salute. E rappresenta un'occasione per sperimentare
l'applicazione ai tessili di tecnologie avanzate nel campo
dell'elettronica con materiali organici, ad esempio pellicole
plastiche''. Oltre a guidare il progetto, Annalisa Bonfiglio, che
nei laboratori del dipartimento di Ingegneria elettrica e
elettronica dell'Univesità di Cagliari si occupa di dispositivi
elettronici su materiali alternativi al silicio e con tecnologie a
basso costo, svilupperà una delle linee di ricerca di ProeTex. ''Nei
tempi compatibili con il progetto - spiega - realizzeremo sensori
flessibili stampati su pellicole da inserite sui tessuti. Ma
lavoreremo anche a un approccio più nuovo: creare componenti
elettronici già in forma di fili, flessibili e resistenti. A questo
punto, proprio come combinando fili di colore diverso si ottengono
stoffe differenti, si potranno creare tessuti in grado di svolgere
funzioni complesse a partire da singole fibre dotate di una di
funzione. Si tratta di un obiettivo certamente più a lungo termine,
ma estremamente stimolante''.
http://fabiusscienza.777mb.c
TUTOR:
Prof. Buonocore
ALUNNI
CLASSE VB
Coppola
Ida
Figliola
Leanne
Ruggiero
Monica
Quattrucci
Francesca
Scafuri
Bernardina
Scielzo
Enrico
Siani
Serena
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Il commento
TECNOLOGIA: FUTURO E UNIONE DEGLI UOMINI
La tecnologia è
alla base dello sviluppo e del benessere di un paese ed è la parola
chiave che ha segnato in un certo senso l’intera storia dell’uomo;
da sempre, infatti, ciò che ha fatto la differenza nelle varie
battaglie è stato il livello tecnologico delle armi utilizzate, si
pensi al riguardo alla rivoluzione apportata dall’uso della bomba
atomica durante la Seconda Guerra Mondiale da parte degli Americani
nel 1945 contro il Giappone. Non si può inoltre non tener conto del
fattore di divisione ch’essa ha creato nel mondo portando alla
cosiddetta suddivisione tra paesi “sviluppati” e paesi “non
sviluppati”; occorre certo tener presente che, solo perché per
quello che riguarda il livello tecnologico questi ultimi paesi non
siano al pari dei primi, questo non vuol dire assolutamente che vi
sino paesi superiori ad altri. Anzi è invece necessario comprendere
che di fronte a temi quali la tecnologia e il conseguente progresso
sarebbe preferibile assistere ad un’unione tra le varie nazioni
affinché queste possano lavorare insieme e sfruttare i loro
“cervelli” migliori per giungere ad un perfezionamento delle
condizioni di vita di ogni uomo, a conoscenze che possano giovare
davvero a tutti. Su questo concetto si basano i molteplici progetti
esistenti a livelli internazionali che vedono un’interazione tra
prestigiose università e centri di ricerca. Uno in particolare tra
questi progetti, ideato a livello europeo e coordinato dall’Italia,
è ad esempio quello riguardante i cosiddetti indumenti
“intelligenti”, cioè abiti formati da tessuti capaci di registrare
lo stato delle varie funzionalità di coloro che li indossano. Non si
tratta di fantascienza, né di un progetto innovativo creato solo in
vista del benessere o del lusso ma bensì di un utile e concreto
aiuto per operazioni importantissime quali quelle dei pompieri e
degli operatori di soccorso in generale. Sembra così aprirsi una
nuova era in cui, almeno nel campo della ricerca e di validi
progetti, i vari paesi riescano a cooperare insieme per un fine che
possa finalmente giovare a persone d’ogni strato sociale.
Serena Siani V B |