anno scolastico 2005/2006

TECH

scoperte, invenzioni, sviluppo delle scienze e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione

QUARTA L

Aiuto! In classe ora c'è la tecni - copia

È un po' come i virus dei computer, sempre un passetto più avanti rispetto alle cure, cioè agli antivirus. Si può pensare all'eterna rincorsa tra inventori di virus e costruttori di rimedi per avere un'idea di quel che accade oggi nelle aule delle scuole superiori. Dove i virus in questo caso sono le tecniche e le tecnologie sempre più sofisticate usate dagli studenti per copiare. Mentre gli antivirus sono i rimedi - basati più che altro su buon senso e intuito - con i quali i prof tentano di sorprendere i furbi. Un duello impari, ora più che mai. Perché la fantasia degli studenti applicata alla tecnologia genera risultati ad altissimo grado di imprevedibilità. E per i docenti armarsi d’immaginazione può non bastare, come dimostrano alcuni dei metodi di copiatura rivelati a GV da alcuni ragazzi delle scuole superiori di Venezia e Mestre. Il metodo più "avanzato" e infallibile ha come strumento base il telefonino. Ovviamente di ultimissima generazione, perché qui occorre connettersi a internet. Serve per i compiti in classe di greco e latino, soprattutto, e per ottenere una versione semplicemente perfetta. A raccontare la "prodezza" è Giulia, studentessa di un liceo classico di Mestre: «Basta collegarsi a google con il telefonino e digitare le prime parole della versione sul motore di ricerca. Subito comparirà la traduzione, ovviamente perfetta». Sembra incredibile, eppure in internet si trovano le traduzioni, realizzate dagli stessi studenti ma anche da professori, praticamente di tutti i testi greci e latini utilizzati dai programmi scolastici. E ci sono dei siti ormai specializzati. Quello più cliccato è "studenti.it", che di recente ha fiutato il business e ora ci guadagna pure, chiedendo agli "utenti" di caricare una card con qualche euro: il costo del servizio è, infatti, di 1,8 euro a versione. Basta scrivere le prime tre parole della versione per poter visionare subito il corrispondente italiano. Ma ci sono anche i siti gratuiti, come www.splash.it e www.latine.net per il latino, dove si può ricercare la versione in base all'autore oppure attraverso il consueto motore di ricerca: tre parole ed è fatta. «Il bello di queste traduzioni è che non sono standard - prosegue Giulia - perché sono fatte da studenti o da docenti e dunque è difficile che il prof che le corregge se ne accorga» Molto diverso, dunque, dallo stile "asettico" delle traduzioni che si trovano sui libri, ben più facilmente riconoscibili dagli insegnanti. A questo punto, però, dovrebbe scattare l'antivirus, cioè la contromossa del prof. Che di solito è il sequestro preventivo dei telefonini: ad inizio compito l'insegnante chiede ai ragazzi di consegnare il "cell", mettendolo in bella mostra sulla cattedra. «Peccato - sorride furbescamente Giulia - che ognuno di noi ormai abbia più di un telefonino a testa. Io ad esempio, tra vecchi e nuovi, ne ho cinque. E uno in tasca riesco comunque a tenerlo, nonostante il "sequestro". Non c'è niente da fare, ma i nostri insegnanti non conoscono tutti i metodi che utilizziamo». Ancora il telefonino è il mezzo utilizzato da Sara, studentessa del Barbarigo di Venezia. In questo caso del "cell" lei usa l'opzione della fotocamera. E chi è oramai che nel suo telefonino non ha foto, filmati e mms? Il metodo vale soprattutto per i compiti di storia, di scienze e di tutte quelle materie che richiedono nozioni precise, con risposta "secca": con la fotocamera s’inquadra il libro, o il quaderno degli appunti... Una serie di click, ed ecco memorizzate le informazioni salienti. Se una volta ci si attrezzava con i bigliettini nell'astuccio e almeno la fatica di scrivere la si doveva fare, ora basta un po' di precisione e magari un pizzico di fortuna nel fotografare il paragrafo giusto. Scontato che poi quelle foto possano fare - via mms - il giro della classe durante il compito. C’è poi l'intramontabile "bianchetto", il flaconcino miracoloso che cancella gli errori e rappresenta un veicolo formidabile di copiature. «I prof in questo caso stanno molto attenti - osserva Marta, studentessa del Tommaseo di Venezia - ma noi abbiamo un metodo che funziona sempre. Si scrive il suggerimento sul flacone, si passa velocemente e poi subito lo si cancella con il bianchetto stesso. Così non restano tracce». E non lascia tracce neppure la penna invisibile: chiedere in cartoleria per credere. E' in vendita una penna che scrive con un inchiostro trasparente, leggibile poi se viene illuminato con una piccola fonte di luce. «Scriviamo le risposte a casa sul foglio protocollo - rivela Giulia - e durante il compito lo illuminiamo con (altro ritrovato della tecnica, ndr) la penna che illumina. Bisogna stare un po' attenti a non farsi prendere mentre si accende la piletta, ma funziona».Sono comunque gli sms a farla da padroni... L'aiuto di un amico delle classi vicine è fondamentale. E con la "sponda" di chi due classi più in là può consultare il libro di testo e inviare la risposta, il gioco è fatto. Un consiglio ai prof? Non assegnare compiti sotto Natale, quando le promozioni dei vari gestori si moltiplicano: a quel punto, con i messaggini gratis, non c'è neanche il freno economico al fenomeno e fermare i "tecno-studenti" diventa un'impresa (www.repubblica.it)

TUTOR: PROF.ESSA GINEVRA LUCIA

ALUNNI CLASSE IV L

Alessio Farace

Antonella Greco

Orazio Ciro Iuliano

Salvatore Florio

Serena Spinazzi Lucchesi

Luca Diodato De Martino (III L)