anno scolastico 2005/2006

TECH

scoperte, invenzioni, sviluppo delle scienze e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione

QUARTA H

In Germania prima centrale termoelettrica a calore terrestre

L'impianto attingerà l'energia da falde d’acqua bollente che si trovano ad oltre quattro chilometri di profondità e che raggiungono una temperatura di 150 gradi. Arriva da oltre quattro chilometri di profondità, non danneggia l'ambiente ed è pressoché inesauribile: è l'energia che viene presa dal mantello terrestre e che alimenterà la centrale termoelettrica in costruzione in Germania a Gross Schoenebeck, nel Brandeburgo. La regione della Germania orientale, sul confine con la Polonia, si prepara ad ospitare il primo grande impianto di produzione d'elettricità attraverso il calore della Terra. In realtà un impianto pilota già funziona dal 1994 vicino Schwerin, in Meklemburgo-Vorpommern. Ma quello che la multinazionale svedese dell'energia Vattenfall, insieme con il centro di ricerche geotermiche tedesche di Potsdam, finanziato dallo Stato tedesco e dalla Regione, hanno cominciato a costruire in Brandenburgo produrrà energia elettrica e per il riscaldamento in proporzioni molto maggiori. Il centro di ricerca geologica di Potsdam lavora alla realizzazione d’impianti di perforazione per scopi scientifici, e più in generale all’esplorazione delle risorse naturali e all'utilizzo dello spazio sotterraneo, ad esempio per l'immagazzinamento di rifiuti come i residui della combustione dei motori diesel (una volta raccolti dai filtri, potrebbero essere depositati nelle profondità terrestri). La nuova centrale, nelle speranze degli scienziati che vi lavorano, dovrebbe fornire le ultime informazioni per arrivare in un futuro molto prossimo ad un uso stabile e redditizio dell'energia estratta dal mantello terrestre. In Germania già dagli anni '80 dello scorso secolo viene usata l'acqua calda proveniente dal sottosuolo per riscaldare singoli palazzi. In questo caso le pompe estraggono acqua calda a 30 o 40 gradi da pozzi profondi tra 50 e 150 metri. Per ottenere energia elettrica sono però necessarie perforazioni molto più profonde. Sotto la sede della futura centrale di Gross Schoenebeck le trivelle sono già arrivate a 4,3 km di profondità. E sono entrate in quegli strati di roccia porosa primordiale attraverso i quali scorrono falde d’acqua bollente a 150 gradi. Quest'acqua è vecchia quanto i contenitori rocciosi che la raccolgono, cioè 260 milioni d’anni, ed è protetta verso l'esterno da rocce argillose impermeabili che coprono i bacini sotterranei. In questo momento si sta preparando la seconda perforazione, poi cominceranno i lavori veri e propri per la costruzione della centrale. In essa l'acqua bollente del sottosuolo sarà pompata in scambiatori di calore, dove riscalderà un liquido che evapora a temperature relativamente basse. Il vapore alimenterà turbine e generatori di corrente. L'acqua raffreddata, attraverso un sistema a circuito chiuso, sarà pompata di nuovo nel sottosuolo, dove tornerà a scaldarsi. Questo sistema permette di produrre elettricità indipendentemente dal clima e quasi in ogni parte della Terra, sostengono gli esperti che a Gross Schoenebeck inizialmente produrranno energia elettrica per mille famiglie, affinando allo stesso tempo la loro tecnica per arrivare all'obiettivo fissato per i prossimi 10-15 anni: coprire il 5% del fabbisogno energetico della Germania con energia presa dal sottosuolo ma, a differenza del petrolio, rinnovabile finché la Terrà non si raffredderà. Ma quando ciò avverrà, l'Umanità non potrà più vivere sul nostro pianeta. (www.focus.it)

Tutor: Prof. Emilia Matonti

Alunni Classe IV H

Cappetta Sara,

Cirmeni Serena,

Coviello Serena,

Guglielmotti Paolo,

Martini Michele,

Naddeo Pietro.

Il commento

NUOVE SPERANZE PER LE FONTI DI ENERGIA

Sono anni che la terra viene sottoposta ad un inquinamento pressante che, con il passare del tempo, ha portato il pianeta sull’orlo di un precipizio.

A Gross Schoenebeck, nel Brandeburgo, un’equipe di ricercatori, insieme alla multinazionale svedese dell’energia, sta mettendo in atto un progetto che sfrutterà le falde acquifere situate a 4-5 km nel sottosuolo, per ottenere dell’energia non inquinante e quasi inesauribile. Con queste nuove centrali si pensa di risolvere quello che, in un futuro non molto lontano, sarà il dramma della mancanza di combustibili. Il vantaggio di questi nuovi impianti, che per ora sono in prova solo in Germania, è che, oltre a produrre energia "pulita", hanno un impatto ambientale minimo.

Se i governi delle nazioni cosiddette avanzate non si decidono a sfruttare nuove forme d’energia, eolica, solare, quella prodotta dalle maree o questa ultima delle fabbriche termoelettriche, il futuro dell’uomo è destinato a subire una battuta d’arresto. Ogni stato dovrà cercare di incentivare la ricerca di queste nuove forme d’energia, attraverso il potenziamento e il finanziamento degli studi, sia a livello privato che universitario.

Trovare nuove forme di combustibili, infatti, non è necessario solo per l’uomo, ma soprattutto per la sopravvivenza del pianeta. Ben vengano quindi iniziative come quella tedesca che, anche se non è una soluzione definitiva, è perlomeno un aiuto alla situazione energetica mondiale.

Serena Cirmeni IV H

Michele Martini IV H