anno scolastico 2005/2006

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5E

 

  

I GIOVANI E L'EUROPA: I PROGETTI DEI GIOVANI PER LA UE

“UN’OCCASIONE DI PARLARE DEL FUTURO”

 

I giovani europei a Bruxelles, fino all'11 dicembre, per la seconda edizione della Settimana Europea dei Giovani. Un'occasione di incontro e confronto che intende dare ai ragazzi una reale possibilità di parlare dell'Europa e del futuro. La voglia di esplorare, discutere e contribuire all'unità europea è l'obiettivo che Jàn Figel', Commissario per l'Istruzione, formazione, gioventù, cultura e multilinguismo, propone ai giovani durante questo evento. E l'edizione 2005 offre loro una buona base di partenza per lavorare all'attuazione del Piano D della Commissione, incentrato su democrazia, dialogo e dibattito.

Circa 200 giovani partecipano alla discussione “I giovani prendono la parola” dove verrà affrontata la questione delle politiche giovanili, il coinvolgimento nel progetto europeo, la lotta alla disoccupazione e all'esclusione sociale e la promozione della partecipazione attiva. “Purtroppo l'Italia è l'unico paese europeo che non ha una legge quadro sulle politiche giovanili. Così questa occasione diventa fondamentale per lavorare sulla partecipazione dei giovani alla vita pubblica - spiega Fabrizio Todde di Eurodesk Italia - e programmare percorsi di informazione e attività di educazione non formale, come il volontariato. Il tutto raccogliendo le proposte e i suggerimenti dei ragazzi che sono i protagonisti in assoluto”.

La settimana europea della gioventù è stata preceduta, infatti, dalla consultazione on line di quasi 4000 giovani europei. I risultati dell'indagine (consultabili in 19 lingue sul portale europeo della gioventù), verranno discussi dai ragazzi delegati a Bruxelles. E dopo i dibattiti, i giovani presenteranno le loro conclusioni, le proposte politiche concrete ai rappresentanti delle istituzioni europee. Sempre durante la settimana, saranno premiati i migliori di progetti realizzati nell'ambito del programma Gioventù dell'Ue.

Tra i 12.000 progetti sostenuti ogni anno una giuria internazionale di giovani ha scelto i venticinque migliori ai fini dello sviluppo delle competenze e delle capacità dei giovani, della scoperta di altre culture, e del senso di appartenenza all'Europa, in particolare rendendo partecipi i giovani con meno opportunità e meno coinvolti.

I progetti italiani. Sono due i progetti ideati dai giovani italiani e arrivati a Bruxelles. Uno s’inserisce nell'ambito delle attività di volontariato ed è quello realizzato da un gruppo di ragazzi sardi della Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie. Mira a coinvolgere giovani volontari nella animazione di alcuni piccoli centri della Sardegna, minacciati dall'emigrazione intraregionale. “Questi paesi - racconta Cristina Oggiano, una delle ragazze che ha lavorato al progetto - sono interessanti per la sopravvivenza di forme culturali che vanno dalla musica, alla tradizione orale, ma soffrono di un grande isolamento che li esclude dalla partecipazione attiva alla sfera sociale regionale ed europea”.

Ed è per contrastare quest’emarginazione che i volontari lavoreranno, partecipando alla ricerca sulle tradizioni culturali locali (miti, leggende, canzoni, poesie, favole) e aiutando la conservazione di queste tradizioni che successivamente verranno raccolte e distribuite in un CD-ROM.

L'altro progetto invece rientra nello sviluppo delle competenze dei giovani e riguarda il lavoro imprenditoriale. A realizzarlo è stato un'associazione romana di filmaker, Laboratorio 3, che dal 2000 si occupa di produzione e sperimentazione nel campo dell'audiovisivo. “Da più di quattro anni realizziamo documentari socio-antropologici in Italia e all'estero, - spiega Donatello Conti, uno degli autori del progetto - rivolgendo la nostra attenzione alle dinamiche culturali ed alle problematiche locali”. E con questo intento l'associazione ha anche lavorato al progetto europeo. “L'obiettivo principale - commenta Donatello - è stato quello di formare un gruppo, ragazzi e ragazze che rispondessero in qualche modo ad uno stato di passività e apatia che quotidianamente viviamo grazie ad alcuni mezzi di comunicazione che invadono ogni momento della nostra vita. Noi abbiamo cercato di combattere questo stato di cose lavorando alla costituzione di un'attività che possa garantirci un'occupazione lavorativa, fondata sulla cooperazione internazionale e sulla solidarietà dei suoi membri”. Così a Bruxelles questi ragazzi portano la loro esperienza fatta di teatro, fotografia, cinema. Ma soprattutto di collaborazione e legami con realtà spesso marginali.

Le aspettative dei giovani. Maggiore sensibilizzazione dei politici, una rete di contatti sempre più ampia, la costruzione di un'Europa multiculturale, in cui i giovani siano considerati un vero punto di forza. Sono solo alcuni dei desideri che i ragazzi italiani hanno portato a Bruxelles, accanto a quello di essere premiati. Ma sono quelli più forti. Gennaro Fontanarosa ha 20 anni, vive a Napoli e studia Relazioni Internazionali. Partecipa alla settimana europea come rappresentante del Forum nazionale dei giovani (FNG). Si dice molto propenso a una dimensione internazionale dell'associazione e alla cooperazione con i giovani di altri continenti, consapevole che servono grandi sforzi. “La nostra volontà è quella di costruire un’Europa multiculturale e multirazziale dove la diversità possa essere una punto di forza e non un muro che ostacola la condivisione - afferma Gennaro - e spero che quest’evento ci aiuti a cominciare un cammino diverso. Inoltre, uno dei miei desideri sarebbe quello di potenziare le relazioni col bacino del mediterraneo e col vicino oriente, e porre i giovani italiani come "tramite" tra le culture mediterranee e la futura cultura europea”.

Per quel che riguarda i ragazzi sardi, anche loro hanno aspettative molto chiare. “Speriamo di poter portare il punto di vista dei giovani che vivono nel contesto insulare al dibattito sul futuro dei giovani che si svolgerà a Bruxelles - dichiara Cristina Oggiano - ma ci aspettiamo sopratutto un ritorno in termini di maggiore sensibilizzazione dei politici e degli amministratori locali sulle politiche giovanili europee e nazionali”.

Dal punto di vista dei ragazzi romani invece l'attesa maggiore è relativa alle possibilità “di condivisione e futuri accordi di progettualità con altri partners europei”. “Attraverso lo scambio d’esperienze cooperative e solidali - sostiene Donatello Conti - possiamo costruire una nuova cultura europea che vada ben oltre i fittizi legami economici vissuti finora. Anche se in Italia da qualche tempo mi sembra ci sia un passivo arretramento. Noi comunque vorremmo ampliare la nostra rete di contatti e portare avanti un discorso cooperativo e di condivisione”. (La Repubblica del 6 marzo 2006)

 

TUTOR: prof. Buonocore Carmine

ALUNNI CLASSE VE

Amendola Ada

Butrico Lucia

Marra Elena

Ripoli Cristina

 

I GIOVANI E L’EUROPA

 

La formazione della Comunità Europea rappresenta un momento importante nello sviluppo di tutta l’Europa. I dirigenti dei vari Stati stanno cercando di ottenere un’unificazione non soltanto sul piano economico ma anche su quello sociale e politico.

Ovviamente siamo agli inizi di questo processo e si deve superare ancora lo scetticismo presente in molti abitanti europei riguardo alla creazione dell’UE.

Per superare questa convinzione si deve si deve portare avanti una politica volta al dialogo tra gli Stati in modo da spingere i cittadini dei singoli Paesi a sentirsi parte di un’unica Comunità Europea. Per fare ciò si devono aumentare le possibilità di incontro tra le varie comunità incentivando, quindi, i confronti tra le culture migliorando la società nel suo complesso cambiandone anche la mentalità.

Naturalmente questa nuova politica non verrà accettata facilmente dalla vecchia generazione che presenta ancora fortemente legata alle tradizioni nazionali e non propensa pertanto ad aprirsi ad un cambiamento così radicale della società; basti pensare alla loro reazione rispetto all’introduzione dell’euro sui mercati europei.

Di conseguenza i politici devono mirare al coinvolgimento dei giovani nella Comunità Europea in quanto saranno loro a dover concretizzare le proposte formulate in questi anni.

Inoltre per i giovani la costituzione di una Comunità Europea rappresenta un importante traguardo per l’ampliamento del mercato lavorativo in quanto i titoli di studio vengono riconosciuti anche a livello europeo dando ai giovani possibilità lavorativa prima precluse.

Proprio perché sono i giovani il futuro dell’Europa è stata organizzata una conferenza a Bruxelles, chiamata appositamente “I giovani e l’Europa”.

A questo importante evento, hanno partecipato rappresentanti dei singoli Stati, ognuno dei quali ha presentato vari progetti miranti al miglioramento della conoscenza delle varie culture nazionali.

Anche l’Italia ha partecipato a questa importante manifestazione, inviando una congregazione di giovani studenti che hanno presentato due progetti per unire le solide tradizioni nazionali con lo spirito innovativo della Comunità Europea.

Queste possibilità d’incontro devono essere incentivate il più possibile al fine di favorire un’effettiva unità europea.

Amendola Ada

Butrico Lucia

Marra Elena

Ripoli Cristina