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anno scolastico 2005/2006 |
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ART le manifestazioni artistiche che consigliamo |
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5E |
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“ITALIA NOVA”; CINQUANT’ANNI DI ARTE ITALIANA A PARIGI
La mostra, allestita fino al prossimo 3 luglio al Grand Palais e prodotta dalla Réunion des musées nationaux (RMN) e dal MART di Trento e Rovereto, percorre la storia della creazione artistica italiana dal 1900 al 1950. Un grande evento, che accende i riflettori sull'Italia ma anche sul Trentino, confermando – se mai ce ne fosse bisogno – il valore del Mart e le sue potenzialità. Si presenta così "Italia nova. Un'avventura dell'arte italiana, 1900-1950", la mostra allestita fino al prossimo 3 luglio al Grand Palais di Parigi, prodotta dalla Réunion des musées nationaux (RMN) e dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (Mart), insieme con altre tre prestigiose istituzioni museali italiane: le Civiche Raccolte d'Arte di Milano, la Galleria d'Arte Moderna di Torino e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. L'esposizione - con la direzione scientifica di Gabriella Belli, direttrice del Mart, e di Guy Cogeval, direttore del Musée des Beaux-Arts di Montréal, consulente per il programma espositivo e Consigliere d'Amministrazione della RMN - percorre la storia della creazione artistica italiana nei primi cinquant'anni del secolo appena passato e ne individua le proposte innovative e i nodi problematici più significativi, permettendo di scoprire - o riscoprire - una parte non secondaria della storia dell'arte europea. Nei primi cinquant'anni del secolo XX nell'arte italiana avvengono grandi cambiamenti: l'Italia si trova ad occupare una significativa posizione nel panorama europeo, grazie alle novità del futurismo, ma anche grazie all'apporto del tutto originale offerto dagli artisti italiani alla riscoperta di quella "misura classica", che percorre tutta l'Europa negli anni che seguono la sperimentazione delle prime avanguardie storiche. L'esposizione indaga i due punti estremi della ricerca artistica italiana di quegli anni, l'anti-tradizione futurista da un lato e il nuovo corso del classico dall'altro. La metà delle opere esposte provengono dal Mart, ormai un punto di riferimento nel panorama internazionale dell'arte, che, per completare la rassegna ha curato anche i prestiti provenienti da collezioni private e da altri musei italiani. Apre l'esposizione un quadro di Giacomo Balla, "Elisa sulla porta", dipinto nel 1904: la giovane donna invita ad entrare nel nuovo secolo. La modernità del dipinto, con l'ardito taglio fotografico, già appare come il superamento delle istanze realiste e simboliste che aveva caratterizzato l'Italia artistica della fine '800. Oltre la porta, nei quadri di Boccioni, Carrà e Severini, si respira una nuova ventata di modernità. "Officine a Porta Romana", eseguito da Boccioni nel 1909 anticipa di pochi mesi temi e teorie del "Manifesto dei Pittori Futuristi" (11 febbraio 1910), ma già contiene una sintesi delle aspirazioni che animavano all'epoca i pittori italiani della nuova generazione. È la modernità, intesa come cambiamento e innovazione, la vera protagonista del secolo che si apre: alla modernità e ai suoi nuovi miti, Marinetti e i giovani futuristi affideranno il compito di ridare all'Italia un ruolo di rilievo nel dibattito internazionale e di superare nel giro di pochi anni ogni legame con la tradizione pittorica della fine '800. La mostra termina, o meglio sarebbe dire, prolunga lo sguardo sull'arte dei primissimi anni Cinquanta, con una piccola sezione intitolata "Tabula rasa": solo un flash che annuncia una nuova, grande stagione creativa dell'arte italiana, qui affidata ad alcuni testimoni d'eccezione tra cui Lucio Fontana (1899-1968), Alberto Barri (1915-1995) e Piero Manzoni (1933-1963).
TUTOR: prof. Buonocore Carmine ALUNNI CLASSE VE Amendola Ada Butrico Lucia Marra Elena Ripoli Cristina IL COMMENTO La mostra che si sta tenendo presso il Grand Palais di Parigi è dedicata alla storia artistica italiana della prima metà del Novecento, sottolineando la sua influenza sulle successive correnti europee. L’arte italiana dell’inizio secolo, infatti, è particolarmente feconda ed originale. La corrente di maggior rilievo è senza dubbio il Futurismo che esalta il progresso tecnico e mira a rappresentare la mobilità della vita. Il Futurismo è il primo movimento di origine italiano dopo il periodo del Rinascimento e riporta l’Italia di nuovo su posizioni di primo piano a livello internazionale, imponendosi, così, come l’emblema dell’Italia moderna. Il movimento non rimane circoscritto solo al campo pittorico, o artistico in senso stretto, ma si espande in tutti i campi dell’arte fino ad influenzare anche la letteratura, la musica, il teatro e perfino l’arte culinaria e la politica. La mostra, tuttavia, non si limita ad un’esposizione pittorica dedicata solo al Futurismo e al suo massimo rappresentante Boccioni, ma si sofferma anche sulla pittura metafisica e sull’arte materia dei primi anni Cinquanta. Vengono proposti perciò dipinti di de Chirico che vuole rappresentare l’essenza intima della realtà al di là dell’esperienza sensibile. L’esposizione infine termina con una breve rassegna delle ultime avanguardie come Lucio Fontana, Alberto Burri e Pietro Manzoni. La mostra parigina dimostra l’importanza nel mondo delle elaborazioni artiche italiane evidenziando che L’Italia non è più considerata come un paese secondario che si limita ad attingere da movimenti esteri, ma come un paese in grado di dar vita a correnti autonome in grado di influenzare le nazioni artisticamente più all’avanguardia come la Francia. TUTOR: prof. Buonocore Carmine ALUNNI CLASSE VE Amendola Ada Butrico Lucia Marra Elena Ripoli Cristina |
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