anno scolastico 2005/2006

ART

le manifestazioni artistiche che consigliamo

QUARTA M

 

La mente di Leonardo

IL GENIO UNIVERSALE ALL’OPERA

La grande mostra su Leonardo da Vinci allestita a Firenze è un evento culturale di singolare richiamo; destinata soprattutto ai giovani, ha la finalità di consentire finalmente una visione globale dell’attività del genio di Vinci.

Negli ultimi cinquant’anni sono state allestite innumerevoli mostre su Leonardo e anche inaugurati musei esclusivamente dedicati a illustrare le sue più sensazionali invenzioni. Salvo pochissime eccezioni, le mostre dedicate a Leonardo hanno trattato in maniera rigorosamente isolata i diversi ambiti nei quali egli venne impegnandosi: l’arte, l’anatomia, le scienze e le tecniche. Le numerosissime esposizioni su Leonardo inventore si sono, d’altra parte, fondate su un approccio fortemente celebrativo, decontestualizzato e raramente assistito da un’adeguata conoscenza scientifica. Sono state infine spesso corredate da ricostruzioni in modello discutibili, didatticamente poco efficaci, e concepite col solo fine di creare sensazione, enfatizzando le sue anticipazioni più pionieristiche. Si è insomma trattato d’occasioni sostanzialmente perdute per presentare in maniera non mistificante al grande pubblico il contributo essenziale recato da Leonardo da Vinci allo sviluppo delle scienze e delle tecniche, dell’arte e, più in generale, della cultura. È soprattutto mancato finora lo sforzo di presentare in maniera organica la multiforme attività svolta da Leonardo, in modo da illustrare al grande pubblico le ragioni concrete sulle quali si fonda la pur diffusamente conclamata "universalità" del genio di Vinci. Proprio al fine di colmare questa lacuna l’Istituto e Museo di Storia della Scienza, la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Firenze Musei promuovono una mostra innovativa dal titolo "La mente di Leonardo". Finalità precipua della mostra è quella di illustrare come l’attività dell’artista raffinato e dell’inimitabile disegnatore, dell’accurato indagatore dei principi meccanici e dell’ardito inventore, dell’architetto innovativo e del penetrante studioso del volo e dell’anatomia era alimentata da motivazioni, metodi di analisi e concettualizzazioni assolutamente comuni e trasversali. Questa iniziativa espositiva si propone di presentare al pubblico generale e a quello dei giovani in particolare un’immagine suggestiva ma storicamente corretta della mente di Leonardo, inquadrata nel contesto del tempo nel quale visse. Il nuovo paradigma espositivo consentirà per la prima volta di porre il visitatore nella condizione di cogliere i nessi che collegano intrinsecamente le ricerche di natura artistica, gli studi di natura e di anatomia, la progettazione di macchine e di edifici, le indagini di carattere squisitamente scientifico. La natura "universale" della personalità e degli interessi di Leonardo risulterà così non come l’espressione della sua insofferenza a confinarsi in uno specifico settore d’indagine, ma come l’indicatore del suo progetto più ambizioso: la compilazione di un’enciclopedia unitaria del sapere, strumento indispensabile per un artista che miri a realizzare nelle proprie opere una perfetta imitazione della natura. Saranno presentati in mostra numerosi disegni e opere pittoriche originali di Leonardo (esposti durante i primi tre mesi di apertura) ed una serie di modelli spettacolari delle sue macchine più innovative e dei suoi più geniali esperimenti. L’organicità e unitarietà della mente di Leonardo sarà inoltre illustrata efficacemente anche attraverso l’impiego di strumenti multimediali di grande suggestione. La mostra, destinata ad una vasta iterazione internazionale, sarà inaugurata presso la Galleria degli Uffizi nel marzo del 2006. (Exibart.com)

CLASSE IV M

Tutor: prof.ssa Nadia Catapano

Alunni:

Claudia Capuano

Vito Della Corte

Carlo Di Giacomo

Ferro Lorena

Ferro Serena

Gianluca Telesio

 

un genio per tutti i tempi

Per i giovani europei l’appuntamento è a Firenze: fino al gennaio 2007 si può dare uno sguardo – meglio più di uno – all’universo affascinante di Leonardo da Vinci.

L’emblema più rappresentativo, in tutti i tempi, della versatilità della mente umana è Leonardo da Vinci. Numerose sono state, da cinquant’anni a questa parte, le iniziative culturali a lui dedicate, ma l’ultima, la mostra "La mente di Leonardo", è frutto di una lunga preparazione, che consente di proporre al visitatore un diverso punto di vista, un invito ad esplorare gli interessi ed il modo di pensare di questo grandissimo artista ed uomo di scienza. La mostra, del resto, fa parte di un progetto più ampio promosso dal Consiglio d’Europa, Universal Leonardo, di cui inaugura un ciclo d’iniziative.

Leonardo può essere collocato tra i protagonisti d’ogni tempo e luogo, ma la sua personalità, le sue più profonde motivazioni, il suo carattere e perfino l’immagine del suo volto non consentono una definizione universalmente condivisa. Proprio per questo l’itinerario della mostra, divisa in varie sezioni, ha come inizio l’osservazione dello sguardo penetrante dell’autoritratto e l’antica raffigurazione in pittura del suo profilo.

Tra le sezioni più interessanti vi sono quella in cui viene presentato lo scrittoio, lo spazio in cui "la mano mancina del genio traduce in segni visibili i moti della sua mente"; e quella contenente una selezione di testi degli autori con i quali il maestro di Vinci intrattenne un dialogo particolarmente intenso. Vengono esposte numerose opere riguardanti il campo della pittura, da lui ritenuta la suprema tra le scienze, che utilizza i principi matematici della prospettiva, ricorre alla verifica sperimentale e si fonda su una conoscenza universale. Lo strumento di cui il pittore deve usufruire è l’occhio, collegato direttamente alla mente e all’anima; e il pittore sa essere universale nel momento in cui è capace non solo di imitare la natura, ma anche di produrre grazie alla propria fantasia. All’interno della mostra sono esposti anche alcuni dipinti d’artisti che operarono, come Leonardo, presso la bottega fiorentina dello scultore, pittore ed ingegnere Andrea del Verrocchio (il Perugino, Lorenzo di Credi, Luca Signorelli, Piero di Cosimo). Va precisato che numerose sono le opere di Leonardo di grande interesse custodite all’estero; perciò questa mostra allestita a Firenze sarà l’occasione per portare nella città un gran numero d’appassionati e di turisti stranieri.

L’opera di Leonardo rappresenta la conclusione di un processo di continuo sviluppo dell’ingegnosità e dell’innovazione tecnica, a cui contribuirono grandi personalità di notevole talento nei decenni precedenti. Egli si trova ad operare nel periodo in cui si diffondono le teorie antropocentriche che sono alla base della concezione umanistico-rinascimentale: l’uomo pone se stesso al centro della realtà, in quanto protagonista e autore della sua storia. Egli è dotato di un’intelligenza tale da essere in grado di contrastare e vincere i capricci della fortuna e di costruirsi liberamente il proprio futuro; con l’esaltazione della dignità dell’uomo, d’altra parte, si afferma la sua assoluta indipendenza da qualsiasi condizionamento, come ad esempio la religione. La ricerca, dal punto di vista letterario, focalizza la propria attenzione sulla riscoperta degli autori classici: il termine «umanesimo» deriva appunto da humanae litterae. Parallelamente nel campo scientifico comincia ad affermarsi una mentalità di tipo moderno: sarà proprio Leonardo da Vinci ad introdurre il concetto di verifica sperimentale, secondo cui la scientificità dell’accertamento dei dati deve basarsi sulla ricerca delle cause e sulla deduzione delle conseguenze, verificate matematicamente. Questa concezione sarà poi ripresa nel primo Seicento da Galileo, il quale elaborerà il metodo sperimentale di ricerca.

Leonardo occupa un posto a parte nella storia del pensiero umano, in quanto contrappone alla figura dell’umanista ed alla sua cultura tutta teorica e letteraria una cultura eminentemente pratica: infatti, egli riconosce senza sensi d’inferiorità, anzi con orgoglio, d’essere «omo sanza lettere», di non essere cioè un uomo di cultura, un letterato, ma di privilegiare gli aspetti pratici del sapere. I suoi studi porteranno all’intuizione d’alcuni principi della fisica, come il principio d’inerzia, del piano inclinato, delle forze, dei vasi comunicanti, e d’alcune leggi fondamentali della moderna meccanica dei fluidi. Sia l’acqua che i fenomeni incontrollati della natura esercitano su di lui un grande fascino; lo testimoniano disegni di corsi e vortici d’acqua e scenari di cosmica devastazione ad opera delle forze dell’aria, del vento, dell’acqua e del fuoco. Fra l’altro s’interessò particolarmente allo studio della fisiognomica, cioè del rapporto tra il carattere e l’aspetto del volto, per rendere al meglio le emozioni dei protagonisti dei suoi capolavori.

Oggetto d’indagine oggi è anche il suo rapporto con i mecenati durante i soggiorni presso varie città: Mantova, Venezia, Firenze, Pavia, Bologna, Roma. In particolare vale la pena di soffermarsi sulla sua nomina ad architetto ed ingegnere da parte di Cesare Borgia, il celebre duca Valentino a cui s’ispirò Machiavelli nella stesura del suo "Principe", sulla permanenza alla corte sforzesca di Ludovico il Moro, al quale dimostrò tutte le sue capacità d’artista ed ingegnere, e sul periodo trascorso a Milano, in cui si adoperò per la realizzazione di una delle sfide artistiche e tecnologiche più audaci del Rinascimento: la costruzione del monumento equestre in onore di Francesco Sforza. Non mancò infine a Leonardo la protezione del re Francesco I, presso la cui corte a Parigi poté liberamente dedicarsi alle sue ricerche sino alla morte.

Serena Ferro IV M

 

la mente più affascinante osserva e ritrae la bellezza ineguagliabile della natura.

Alla Galleria degli Uffizi di Firenze si possono scoprire le ultime novità su importanti dipinti di Leonardo, "genio universale all’opera", celebrato da una grande mostra.

Chiunque, a partire dal 27 Marzo, avrà la fortuna di trovarsi a Firenze per visitare la Galleria degli Uffizi, capirà di non avere di fronte a sé la solita mostra dedicata al grande Leonardo da Vinci. Ogni visitatore, soffermandosi sulle innovazioni nel campo pittorico, sui progetti e sugli esperimenti che sono documentati nei vari settori dell’esposizione, avrà la possibilità di conoscere i tanti aspetti singolari della personalità del maestro, che aspirò addirittura a compilare un’enciclopedia unitaria del sapere, al fine di fornire una guida all’artista che voglia imitare nelle sue opere la natura. Insomma per la prima volta si è fatto lo sforzo di presentare in modo organico la multiforme attività di questo genio, senza prendere in esame solo il Leonardo inventore o il Leonardo pittore. La grandezza di quest’uomo straordinario, che prima di Galilei fu capace di progettare grandi opere ed invenzioni basandosi sull’esperienza, senza aver paura di distaccarsi da certe posizioni ufficiali della cultura del suo tempo, sta proprio nell’aver saputo applicare le conclusioni del suo studio della realtà a vari ambiti, non ad uno solo.

La genialità e lo spirito innovativo di Leonardo si possono cogliere facilmente nelle sue opere pittoriche. "Il pittore deve osservare con metodi e considerazioni scientifiche la natura ed i suoi fenomeni e copiarli fedelmente, poiché la natura è di una bellezza ineguagliabile, inesauribile e squisita". Sono pertanto alla base della sua pittura un attento studio ed un’acuta osservazione della natura; proprio grazie ad essi egli ha potuto ideare quella tecnica pittorica che lo contraddistingue, lo "sfumato leonardesco", e che rende la sua rappresentazione così viva: la "Monna Lisa", la "Leda e il Cigno" e gli altri soggetti da lui ritratti sembrano respirare.

I disegni e i quadri di Leonardo sono il risultato di una meticolosa investigazione del reale e del lavoro di una mente geniale; il fatto stesso che molte sue opere non siano state portate a termine fa capire come egli abbia sempre avuto una grande voglia di indagare minuziosamente per scoprire la verità che si nasconde dietro le apparenze. In particolare una delle più attese novità della mostra fiorentina è il fatto che attraverso di essa viene resa nota al pubblico un’affascinante scoperta: sotto uno dei dipinti più famosi dell’artista, l’Adorazione dei Magi, è stato trovato uno dei tanti disegni preparatori di Leonardo, il che fa presumere che i colori siano dovuti all’intervento d’altri artisti e incrementa l’alone di mistero che circonda molti dipinti del maestro. Ai visitatori è descritta la tecnica utilizzata dagli studiosi per arrivare ad una così importante scoperta, che potrebbe consentire di capire meglio il dipinto.

Inoltre sono presentati in mostra diversi disegni di quest’eccezionale artista. Infatti, i disegni, che al contrario dei quadri sono giunti a noi in numero consistente, non sono soltanto dei semplici abbozzi, ma illustrano un insieme di tecniche e soluzioni compositive, derivanti dall’indagine sul mondo fisico ed utilizzabili per ogni tipo di rappresentazione. Mai come in questo caso la rappresentazione diventa strettamente legata ai processi conoscitivi e creativi dell’autore.

Visitando la mostra degli Uffizi, insomma, si può capire che la figura del Leonardo artista è inscindibile da quella dello scienziato: egli stesso afferma che qualsiasi atto creativo deve nascere da una visione diretta della realtà. Tale concezione dell’arte lo portò ad indagare la struttura dello scheletro e la muscolatura del corpo umano, com’è testimoniato dai disegni, fra cui anche quelli relativi ad organi interni, compreso il cuore. In relazione alla sua attività pittorica, Leonardo compì questi studi anatomici per poter rappresentare dei soggetti con corrette ed armoniche proporzioni corporee. Prova quest’interesse per l’anatomia, un celebre dipinto esposto alla mostra, il "San Gerolamo", in cui la rappresentazione dei muscoli, così come il movimento del braccio teso e della testa, rivela l’influenza delle ricerche dell’autore in materia anatomica.

Molti frutti dell’attività di Leonardo sono andati perduti, molti altri sono ancora da scoprire, ma ciò che ci resta costituisce la testimonianza di una vita e di una personalità senza confronti.

Carlo Di Giacomo IV M

Leonardo alle origini della scienza moderna

Una sezione della mostra fiorentina "La mente di Leonardo" illustra il modo in cui opera l’ingegno dello sperimentatore nel campo della tecnologia.

Leonardo può essere considerato la più significativa incarnazione dell’intellettuale d’età umanistico-rinascimentale per la sua eccellenza in tutti i campi: dall’arte alla scienza alla tecnica. La sua figura, ammirata e studiata a secoli di distanza, simboleggia la rottura con i modelli del sapere del Quattrocento; nonostante egli stesso si ritenga un "uomo senza lettere", a causa di una formazione letteraria non approfondita, non esita a proporre una visione del mondo innovativa e dà alla ricerca scientifica il valore di un’indagine conoscitiva libera da pregiudizi. Da queste premesse nasce l’importanza della scienza, intesa come il tentativo di capire la natura e le sue leggi, osservandole con sguardo affascinato. Leonardo attraverso l’osservazione della natura cerca gli strumenti per impadronirsene: studia il volo degli uccelli per costruire macchine volanti, il moto dei fluidi per utilizzare l’energia dell’acqua, il corpo umano per ritrarlo nei suoi quadri; per questo come artista e scienziato si oppone al concetto di bellezza ideale, difendendo l’imitazione fedele alla natura, senza tentativi di miglioramento, ed imprimendo alle sue figure naturalezza, vitalità e plasticità.

Tali eccezionali risultati sono sicuramente il frutto di una mente brillante, che si avvale della sperimentazione diretta: un atteggiamento differente rispetto a quello dei contemporanei, legati ad esercizi d’ingegno puramente teorici.

Scopo della mostra "La mente di Leonardo. Il genio universale all’opera", aperta alle visite dal 27 marzo 2006 al gennaio 2007, è quello di sottolineare l’unitarietà del sapere di Leonardo e di informare il pubblico sul suo metodo d’analisi nei diversi campi, da quello artistico a quello scientifico, insistendo non tanto sulla vastità della sua opera, quanto sul ricorso a principi fondamentali che vi trovano sviluppo. Attraverso i codici, gli scritti in forma d’appunti e i disegni che testimoniano le sue scoperte ed innovazioni, siamo in grado di ricostruire il corso dei suoi studi. Un esempio significativo della sua passione per la ricerca culturale, e in particolare tecnologica, è un manoscritto prezioso: il Codice Trivulziano. Ma il testo principale dal quale emerge la genialità di Leonardo nella progettazione di macchine è il Codice Atlantico, testimonianza dei suoi approfonditi studi su congegni idraulici, sistemi volanti, imbarcazioni, automi.

L’attrazione per questi studi nasce sia dall’affermazione che il sapere non deve essere puramente teorico, ma deve avere un’applicazione pratica, sia dal fascino che esercita su di lui ogni tipo di movimento: così l’acqua lo conduce ad immaginare meccanismi messi in movimento da pale fino alla programmazione di uno strumento per palombaro, munito di tubicini tenuti fuori dall’acqua per mezzo di galleggianti (Codice Arundel).

Anche lo studio del volo degli uccelli lo affascina in maniera particolare e gli fa intuire la possibilità che l’uomo stesso riesca a volare, servendosi d’ali battenti: l’inventore anticipa così le macchine moderne e se non ottiene i risultati voluti non è perché le sue intuizioni siano sbagliate, ma per l’impiego di materiali e forze non adatte al tipo d’utilizzo. In una lettera a Ludovico il Moro Leonardo si presenta perfino come ingegnere militare, capace di progettare strumenti bellici, carri armati e navi da guerra, mostrando così la sua ingegnosità in ogni campo.

Da tutto il materiale che si può visionare nella mostra emerge un’immagine completa e storicamente corretta di questo genio universale e delle immense risorse che la sua attività ci ha lasciato. E’ indubbio che Leonardo, considerato come ispiratore dello stesso Galileo nella formulazione del metodo sperimentale, ha contribuito in maniera decisiva alla nascita della scienza moderna con la convinzione che l’esperienza sia alla base della conoscenza e quindi con l’associazione teoria-pratica.

Vito Della Corte 4 M