anno scolastico 2005/2006

ART

le manifestazioni artistiche che consigliamo

QUARTA C

 

Tiziano e il ritratto di corte da Raffaello ai Carracci

Segni particolari di un establishment che tenne sotto il proprio tallone l’Europa ricavati da 110 opere di alcuni dei più illustri maestri di una stagione artistica senza eguali. Quanti amano la cultura cinquecentesca troveranno pane per i loro denti nella mostra "Tiziano e il ritratto di corte da Raffaello ai Carracci", collettiva in programma al Museo di Capodimonte di Napoli fino al 4 giugno che fa il punto sul meglio della produzione ritrattistica di Rinascimento e Maniera. Il potere sembra essere il tema dominante dell’intero allestimento. Un potere inteso in accezioni diverse ma spesso complementari: da un lato il potere politico e quello culturale, dall’altro il potere della seduzione delle cortigiane, donne che accompagnavano quanti ricoprivano incarichi istituzionali facendo loro da corollario con la propria bellezza. Un potere indagato nel profondo, da artisti di straordinaria sensibilità e rara padronanza tecnica, fino agli abissi dell’io. L’esposizione, curata da Nicola Spinosa, riunisce così oltre 30 ritratti di Tiziano e 90 di suoi illustri contemporanei come Raffaello, Pontormo, Tintoretto, Sebastiano del Piombo e Ludovico Carracci, provenienti da collezioni private e da alcuni tra i più prestigiosi musei italiani e stranieri. Tiziano è stato sicuramente il principale protagonista della scena artistica veneziana del Cinquecento, dove, nel 1516, alla morte di Giovanni Bellini, fu nominato Primo Pittore della Repubblica. Da quel momento ottenne incarichi sempre più prestigiosi e dipinse allegorie mitologiche, scene religiose e, soprattutto, ritratti, genere prediletto dai potenti dell’epoca. Fu la singolare capacità di cogliere la personalità dei suoi committenti, in una concretezza esaltata dal colore, a determinare il grande successo di quest’artista, che rinnovò i clichè del "Ritratto di Stato" modernizzando il genere. Tre le sezioni su cui si articola il percorso espositivo. La prima parte con i ritratti che Tiziano eseguì per la famiglia Farnese e prosegue con vari volti del potere politico, istituzionale ed ecclesiastico. Una lunga teoria di sovrani, principi, duchi e granduchi, conti e dogi, insieme a pontefici, cardinali e alti prelati. La seconda sezione è dedicata all’immagine del sapere e riunisce opere raffiguranti artisti, poeti, letterati, musici, abili artigiani, uomini di scienze e di pensiero. In ultimo, spazio alla seduzione con un’intera sezione di ritratti di donne (per lo più amanti e cortigiane "di lusso"), a costituire una fitta successione culminante con "la Danae" di Tiziano, probabile ritratto di una cortigiana del Cardinale Alessandro Farnese nelle vesti della mitica, "costosa" e fortunata fanciulla di cui Giove s’era innamorato. Vere e proprie immagini dello straordinario "potere di seduzione" esercitato dalla donna in tutti i tempi. Tra le opere per la prima volta visibili in Italia si segnalano il Ritratto di Baldassare Castiglione, custodito al Louvre di Parigi, lo Jacopo Strada di Tiziano (dal Kunsthistorisches Museum di Vienna) e, sempre dell’autore cui è dedicata la più ampia parte dell’esposizione, l’Autoritratto (dallo Staatliche Museen di Berlino) e l’Allocuzione del Marchese del Vasto (dal Museo del Prado di Madrid). Non sono soltanto i "prestiti d’eccezione" a valere la visita all’esposizione partenopea. Grand’attenzione meritano, infatti, le opere di Tiziano recentemente restaurate, come i ritratti di Carlo V, Filippo II, Alessandro Farnese, Paolo III con i nipoti (del Museo di Capodimonte), Don Pedro de Toledo (dall’Alte Neue Pinacothek di Monaco) e il Ritratto dell’Ambasciatore Gabriel de Luetz Monseigneur d’Aramont custodito alla Civica Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano. «Ariosto comincia il suo Orlando Furioso avvertendo che avrebbe cantato di "dame, cavalieri, armi ed amori" – spiega il curatore Spinosa -. E forse questo è il modo migliore per accostarsi a questa mostra. Si tratta di famosi personaggi delle più prestigiose corti europee, d’illustri poeti e letterati, di dame, meglio, cortigiane, famose e seducenti. Ma non è solo questo, perché i ritratti di Tiziano come di Raffaello, di Pontormo o di Bronzino, di Parmigianino o di Moroni e di tanti altri che, tra Rinascimento e Maniera, hanno dato vita ad una delle stagioni più luminose dell’arte italiana ed europea, ci restituiscono non solo le apparenze fisiche e il lusso ostentato dei loro abiti preziosi. Sono, infatti, tutti ritratti "di dentro": quasi il risultato dello scrutare nel profondo gli aspetti più intimi e segreti d’uomini e donne, giovani e anziani, raffigurati con le loro ambizioni, speranze, attese o illusioni, di là da atteggiamenti "ufficiali" o di parata, sempre restituendoci, di principi e pontefici, imperatori e poeti, regine e "favorite", le reazioni sentimentali più vere e profonde».

(IL SOLE 24 ORE 2 DEL 30.03.06)

TUTOR: Prof. Marcello Maresca

ALUNNI CLASSE IV C:

Capozzolo Roberto

Della Monica Vincenzo

Monaco Giuseppe

Rufo Gianmarco

Il commento

Ritrarre: che passione!

L’attenzione degli amanti napoletani dell’arte è monopolizzata da una mostra che si tiene nel Museo di Capodimonte fino al 4 Giugno. Il titolo della mostra è: "Tiziano e il ritratto di corte da Raffaello ai Carracci". Ciò fa intuire che saranno esposte e ammirate diverse opere del famoso pittore veneziano Tiziano, che nel 1516 fu nominato Primo Pittore Della Repubblica e che rappresentò allegorie religiose e che ritrasse i potenti dell’epoca, e di suoi contemporanei quali Raffaello, Pontormo e Sebastiano Del Piombo. Il tema principale trattato è il potere nelle sue diverse sfumature: politiche e culturali. Viene dato inoltre ampio spazio alla figura della cortigiana, che ricopriva una grande importanza nella società cinquecentesca e che faceva valere il potere della seduzione esercitato in modo sublime. L’esposizione si divide in tre sezioni: nella prima, vi sono esposti i ritratti eseguiti da Tiziano per la famiglia Farnese e per uomini illustri del tempo, che ricoprivano cariche istituzionali ed ecclesiastiche: infatti, si possono ammirare ritratti di banchieri, duchi, dogi, prelati e pontefici. Il tema del sapere è quello predominante nella seconda sezione, dove vi sono ritratti di musici, artisti, poeti e uomini operanti nell’ambito del sapere. La terza e ultima sezione propone ritratti di donne, perlopiù cortigiane. L’opera più ammirata è la Danae di Tiziano, che rappresenta la fanciulla della tradizione mitologica, figlia del re d’Argo, che fu rinchiusa in un sotterraneo dal padre affinché non potesse avere figli, essendogli stato predetto che sarebbero stati uccisi da un nipote. Ma Zeus, sotto forma di pioggia d’oro, la liberò e dalla loro unione nacque Perseo. Vi sono altre opere ammirabili per la prima volta in Italia. Basta pensare al Ritratto di Baldassarre Castiglione custodito al Louvre, lo Jacopo Strada. Grand’attenzione è da attribuire alle opere di Tiziano recentemente restaurate come i ritratti di Carlo V, Filippo II e Alessandro Farnese.Niente sarebbe stato possibile se non ci fosse stato il costante impegno del curatore della mostra Nicola Spinosa, che spiega: "I ritratti di dame, cavalieri e signori di Tiziano, di Raffaello, Pontormo hanno originato uno dei periodi più luminosi dell’arte italiana ed europea. Oltre alle apparenze fisiche e al lusso dei loro vestiti, i pittori riescono a cogliere l’intimità dei soggetti rappresentati, e sono in grado di comunicare sentimenti veri e profondi". La mostra può essere ammirata a Napoli, Museo Di Capodimonte, dal 24 Marzo al 4 Giugno.

Capozzolo Roberto IV C

Rufo Gianmarco IV C