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anno scolastico 2005/2006 |
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ART le manifestazioni artistiche che consigliamo |
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TERZA M |
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6° TROFEO INTERNAZIONALE DI HIP HOP “JTB” Si svolgerà sabato 18 e domenica 19 marzo 2006 al Palacavicchi di Ciampino la sesta edizione del trofeo internazionale di danza hip hop, Trofeo “JTB”, ideato da Maurizio Treccioli, titolare della ditta d’abbigliamento JTB, e Cristina Gastaldi, organizzatrice d’eventi e spettacoli hip hop e danza in genere, direttrice artistica dell'A.S. New Lucky Dance. La passata edizione ha visto esibirsi sul palco più di 2000 ballerini, provenienti da tutta Italia, Portogallo, Spagna, Svizzera, con un record di 2500 spettatori e anche quest’anno il festival prevede svariati eventi, così strutturati: - la gara di hip hop, divisa per categorie under e over 14, gruppi e solisti, amatoriali e professionisti; - la convention, organizzata in due giorni con presenter internazionali di 10 ore; - il contest di break-dance, articolato in una Battle Sfida e un Battle coreografico, per gruppi di almeno 4 persone. Sabato 18 marzo inizieranno le categorie under 14 solisti e gruppi; alle 14 il contest di break-dance in contemporanea con la gara di hip hop. La convention avrà inizio alle 10.30 con termine alle 17.00. Domenica 19 marzo si esibiranno gli over 14, solisti e gruppi, amatoriali e professionisti con inizio alle ore 10 e termine alle ore 19. La convention avrà il medesimo svolgimento del sabato. I giovanissimi troveranno spazio nelle gare di hip hop in diverse categorie, così suddivise: “Baby funk” (bambini tra 6 e 9 anni), “Little star” (solisti da 9 a 14 anni) e “Promesse dell’hip hop (gruppi tra i 9 e 14 anni). Saranno presenti alla manifestazione alcune importanti figure di presenter internazionali tra i quali si segnalano: Paolo Aloise (Italia), Karim (Francia), Daniele Baldi (Italia), Jo Sassi (Italia), Byron (California), Iren Pallares (Spagna). La giuria sarà formata da personaggi noti nel mondo della danza e presto verrà scelto il presidente di giuria in base alla propria esperienza sul campo. Gli sponsor hanno messo a disposizione una serie di gadget che verranno distribuiti a tutti i partecipanti alla gara. I primi tre classificati di ogni categoria saranno premiati con le coppe del trofeo. E’ previsto un montepremi in denaro di 5000 Euro e alcuni viaggi-premio per le scuole che si classificheranno ai primi posti. Verrà premiata anche la migliore coreografia per categoria (promesse, funk punks, i grandi dell’hip hop). Altra novità di rilievo è il Video Contest, composto da due categorie (Amatoriali e Professionisti) in cui sono ammessi gruppi di danza HIP HOP, FUNKY e VIDEO DANCE. Ogni gruppo avrà a sua disposizione tre minuti di tempo per realizzare una coreografia. In premio, al primo gruppo classificato della categoria Professionisti, la realizzazione di un VIDEO MUSICALE di un brano inedito Hip Hop su coreografie del responsabile del gruppo; al primo classificato della categoria Amatoriali, la possibilità di prender parte al video come comparse. Il VIDEO MUSICALE sarà realizzato da un team di professionisti nei 3 mesi successivi all'evento, ed allegato in 80.000 copie della rivista GROOVE MAGAZINE. Il Palacavicchi di Ciampino risulta ancora una volta essere perfettamente idonea ad ospitare l’intera manifestazione e la grossa mole di pubblico e d’atleti partecipanti. Si tratta di una struttura ampissima, ben collegata con mezzi pubblici e non, dotata di ampie sale (3000 mq e 5000 mq) con palco di circa 12m x 10m, ampio parcheggio (anche per pullman), servizio bar, tavola calda, ristorante e pizzeria, servizi igienici e spogliatoi. All’ interno della struttura saranno allestiti stand espositivi, gastronomici (con prodotti tipici della zona) e commerciali di vario genere. Vi è inoltre la possibilità alloggiare a pochi chilometri dal Palacavicchi dove è presente una struttura alberghiera che conta circa 150 stanze. Si cercherà così di creare un vero e proprio villaggio per i giovani, dove poter trascorrere un simpatico week-end, avere la possibilità di studiare con i più grandi presenter internazionali e dar vita ad uno dei contest più importanti a livello nazionale ed europeo. Si possono scaricare i moduli d’iscrizione al sito www.trofeojtb.it o richiederli via fax al numero 06 9309146. Per ulteriori dettagli sul trofeo e sulle quote di partecipazione, telefonare ai seguenti numeri: 06 9309146 – 347 6533991 o scrivere a gastaldicri@tiscali.it Due parole sull’HIP HOP Hip Hop, chiamata anche Popping, Locking, B-boying o Breaking, è una danza nata nelle strade che negli ultimi lustri ha influito sensibilmente sul costume e comportamento dei giovani. Miscuglio di musica, ritmo e spirito di derivazione africana, l’Hip Hop contiene in sé svariati stili internazionali, mescolando le danze tribali africane al Kung Fu cinese e alla Capoeira brasiliana. Negli anni Settanta gli Street Dancers degli Stati Uniti lanciavano sfide hip hop col proprio corpo come sostituto di risse e combattimenti: il rispetto della persona veniva così ottenuto attraverso la danza, contro ogni forma di violenza. Due persone con i pugni serrati pronti a combattere si trasformarono in due persone che si sfidavano all’interno di un cerchio prendendosi in giro a vicenda. Il combattimento si trasformò in una sfida e la sfida divenne il cuore della danza hip hop. Rimpiazzò le energie negative di questi giovani violenti delle gang con uno sfogo positivo e creativo: significava molto di più essere un ballerino che non un gangster perché occorrevano maggiori abilità ad impressionare la gente che non a sparargli. La sfida è dunque l’essenza dell’hip hop ed è anche il motivo per cui i passi eseguiti dai ballerini hip hop sono così spettacolari o creativi. Per tale motivo questa danza non si insegna nelle scuole, ma si coltiva attraverso la propria creatività. Questo è l’unico modo per mantenere viva la cultura di questa danza. TUTOR: Prof. Gallo Fausta Alunni classe III M: Amorelli Giuseppe Avallone Giuseppe Botti Gianluca Cifarelli Laura Conte Anna Di Somma Pierluigi Longobardi Fabio Masiello Federica Massaro Antonio Vasaturo Amedeo Il commento PERCHÉ NON CONSIDERARLA ARTE? Purtroppo da noi non è ancora diffuso. O meglio è diffuso ma ancora non è accettato come un’espressione artistica. Sicuramente, però, chi lo pratica lo considera tale. "L’Hip hop" è sicuramente un’arte per i partecipanti al "VI trofeo internazionale di hip hop" che si è svolto al Palacavicchi di Ciampino il 18 ed il 19 Marzo. A dimostrazione della diffusione dell’"hip hop", alcuni dati: alla scorsa edizione hanno partecipato più di duemila persone, provenienti da tutta Europa, elevato il numero di persone che hanno assistito; nell’ultima manifestazione è stato stabilito il record di 2500 spettatori. Ai vincitori un premio in denaro. Ma oltre ai singoli, vengono premiati anche i gruppi, che s’impegnano nella produzione di brevi coreografie ed hanno la possibilità di realizzare un proprio video. Altra attrattiva del torneo è sicuramente la suggestiva "Battle Sfida", una competizione "artistica" tra due gruppi che si sfidano con i loro pezzi migliori. Nel complesso, dunque, un’iniziativa molto importante, intesa a promuovere questa forma di espressione artistica purtroppo ancora non molto conosciuta. Provate a spiegare al vincitore che non è un artista! Lo è certamente: forse il "Vecchio Continente" non è ancora pronto a riconoscerlo come tale. Basti pensare che in America l’"hip hop" è diffusissimo e molto apprezzato. Esso nasce proprio in America, in particolare nei ghetti newyorkesi, ad opera della gente di colore. Si diffonde in breve tra tutta la popolazione, pur essendo sempre preferito da persone di colore. Se per arte intendiamo tutto ciò che ci permette di esprimere delle emozioni, di comunicare con le emozioni, non si può evitare di considerare "l’hip hop"una forma d’arte. Ma l’hip hop non è solo una "espressione artistica". È un vero e proprio stile di vita, che nasce e si sviluppa in contesti particolari. Il suo "palcoscenico" preferito è la strada. E’ qui che i giovani si esprimono liberamente, manifestano il proprio modo di essere senza alcuna inibizione e senza regole. Questa forma di espressione artistica non ha bisogno di alcun substrato culturale particolare, nasce in modo spontaneo, istintivo. Con la pratica viene poi perfezionata, ricercando armonia di movimenti, agilità, alto livello di difficoltà delle acrobazie nell’intento di creare"un proprio stile ". Perché mai è così scarsamente diffusa in Italia, e, più in generale, in Europa? Nel " Vecchio Continente", ma in particolar modo in Italia, si ha un concetto un po’ "antico" d’arte. L’arte secondo la cultura e la tradizione italiana, almeno questo è ciò che avvertiamo noi giovani, è qualcosa di eccessivamente rigido, qualcosa che deve sottostare a schemi rigorosi da cui non si può derogare in alcun modo. Questa invece è una disciplina assolutamente libera! Questa eccessiva "severità e chiusura" nel modo di intendere l’arte e ciò che allontana i giovani dalle forme artistiche più tradizionali. L’adolescenza è proprio l’età della sregolatezza, dell’anti-conformismo, del rifiuto di ogni atteggiamento rigido e/o imposizione. Per questo "l’hip hop" è una forma di espressione artistica che piace molto ai giovani. Diciamo pure che esso non è l’unica "nuova forma d’arte" che incontra difficoltà ad essere compresa ed apprezzata. Basti pensare alla reazione di un qualsiasi cittadino italiano di fronte ad un murales. Si pensa subito a qualcosa di illegale, che rovina irrimediabilmente l’immagine della propria città contribuendo solo ad imbrattarla. È chiaro che esistono anche dei casi limite, in cui effettivamente il murales diventa un’offesa, ma sappiamo bene che in generale non è così. Soprattutto nel Nuovo Continente, sui muri delle grandi città ed anche di alcune più piccole, se ne possono ammirare di bellissimi. In America, come nel caso dell’"hip hop", quella dei murales è considerata una vera e propria "forma d’arte", e a mano a mano sta acquisendo pari dignità rispetto ad altre espressioni artistiche già riconosciute come tali. Giuseppe Avallone III M |
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